Che cos’è l’embolia polmonare a rischio intermedio?
L’embolia polmonare (EP) è un blocco improvviso di un’arteria nei polmoni causato da un coagulo di sangue. Nel caso a rischio intermedio, i pazienti hanno segni di stress sul cuore, ma non presentano una pressione sanguigna bassa grave.
Lo studio PEITHO e il trattamento trombolitico
Lo studio PEITHO ha confrontato due gruppi di pazienti con EP a rischio intermedio:
- Un gruppo ha ricevuto un farmaco chiamato tenecteplasi, che aiuta a sciogliere i coaguli (terapia trombolitica).
- L’altro gruppo ha ricevuto un placebo, cioè un trattamento senza principio attivo.
Tutti i pazienti hanno ricevuto anche la terapia anticoagulante standard, che serve a prevenire la formazione di nuovi coaguli.
Risultati a lungo termine
Dopo circa 3 anni, i ricercatori hanno valutato la salute dei pazienti:
- La mortalità complessiva è stata simile tra i due gruppi (circa 20% nel gruppo trombolisi e 18% nel gruppo placebo).
- Tra il primo mese e il follow-up, sono morte 65 persone nel gruppo trombolisi e 53 nel gruppo placebo.
- Molti pazienti hanno riportato ancora dispnea (difficoltà a respirare) o una certa limitazione nelle attività quotidiane: il 36% nel gruppo trombolisi e il 30% nel gruppo placebo.
- L’ecocardiogramma, un esame che valuta il cuore, non ha mostrato differenze importanti tra i due gruppi per quanto riguarda la pressione alta nei polmoni o il funzionamento del ventricolo destro del cuore.
Cosa significa tutto questo?
Circa un terzo dei pazienti con EP a rischio intermedio continua ad avere qualche difficoltà funzionale anche dopo il trattamento, ma la pressione alta cronica nei polmoni è rara. Inoltre, il trattamento trombolitico non ha migliorato la sopravvivenza a lungo termine né ha ridotto i sintomi residui o i problemi cardiaci in questi pazienti.
In conclusione
La terapia trombolitica con tenecteplasi non ha mostrato benefici significativi a lungo termine rispetto al trattamento standard in pazienti con embolia polmonare a rischio intermedio. Molti pazienti possono continuare a sentire qualche difficoltà respiratoria o limitazione, ma la pressione alta nei polmoni rimane rara.