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Articolo per pazienti Pubblicato: 31/03/2017 Lettura: ~2 min

Effetti della terapia trombolitica a lungo termine nell’embolia polmonare a rischio intermedio

Fonte
Stavros V. Konstantinides J Am Coll Cardiol 2017;69:1536-1544.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gemma Salerno Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio importante che ha valutato l’efficacia di un trattamento specifico chiamato trombolisi in persone con embolia polmonare a rischio intermedio. L’obiettivo è capire come questo trattamento influisce sulla salute a lungo termine.

Che cos’è l’embolia polmonare a rischio intermedio?

L’embolia polmonare (EP) è un blocco improvviso di un’arteria nei polmoni causato da un coagulo di sangue. Nel caso a rischio intermedio, i pazienti hanno segni di stress sul cuore, ma non presentano una pressione sanguigna bassa grave.

Lo studio PEITHO e il trattamento trombolitico

Lo studio PEITHO ha confrontato due gruppi di pazienti con EP a rischio intermedio:

  • Un gruppo ha ricevuto un farmaco chiamato tenecteplasi, che aiuta a sciogliere i coaguli (terapia trombolitica).
  • L’altro gruppo ha ricevuto un placebo, cioè un trattamento senza principio attivo.

Tutti i pazienti hanno ricevuto anche la terapia anticoagulante standard, che serve a prevenire la formazione di nuovi coaguli.

Risultati a lungo termine

Dopo circa 3 anni, i ricercatori hanno valutato la salute dei pazienti:

  • La mortalità complessiva è stata simile tra i due gruppi (circa 20% nel gruppo trombolisi e 18% nel gruppo placebo).
  • Tra il primo mese e il follow-up, sono morte 65 persone nel gruppo trombolisi e 53 nel gruppo placebo.
  • Molti pazienti hanno riportato ancora dispnea (difficoltà a respirare) o una certa limitazione nelle attività quotidiane: il 36% nel gruppo trombolisi e il 30% nel gruppo placebo.
  • L’ecocardiogramma, un esame che valuta il cuore, non ha mostrato differenze importanti tra i due gruppi per quanto riguarda la pressione alta nei polmoni o il funzionamento del ventricolo destro del cuore.

Cosa significa tutto questo?

Circa un terzo dei pazienti con EP a rischio intermedio continua ad avere qualche difficoltà funzionale anche dopo il trattamento, ma la pressione alta cronica nei polmoni è rara. Inoltre, il trattamento trombolitico non ha migliorato la sopravvivenza a lungo termine né ha ridotto i sintomi residui o i problemi cardiaci in questi pazienti.

In conclusione

La terapia trombolitica con tenecteplasi non ha mostrato benefici significativi a lungo termine rispetto al trattamento standard in pazienti con embolia polmonare a rischio intermedio. Molti pazienti possono continuare a sentire qualche difficoltà respiratoria o limitazione, ma la pressione alta nei polmoni rimane rara.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gemma Salerno

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