Che cosa significa l'aumento della creatinina
La creatinina è una sostanza prodotta dai muscoli e normalmente eliminata dai reni. Un aumento della creatinina nel sangue indica che i reni potrebbero non funzionare al meglio.
Gli ACE inibitori e i sartani sono farmaci usati per trattare l'ipertensione e altre malattie cardiache e renali. A volte, dopo aver iniziato questi farmaci, i livelli di creatinina possono aumentare.
Lo studio e i suoi risultati
Un gruppo di ricercatori di Londra ha analizzato i dati di oltre 122.000 pazienti che hanno iniziato la terapia con ACE inibitori o sartani. Hanno valutato come l'aumento della creatinina influenzasse il rischio di:
- malattia renale grave (stadio terminale);
- infarto del miocardio (attacco di cuore);
- insufficienza cardiaca;
- morte.
Hanno confrontato pazienti con un aumento della creatinina superiore al 30% con quelli che non avevano questo aumento, e hanno anche considerato incrementi più piccoli, a partire dal 10%.
Cosa è emerso
- Il 1,7% dei pazienti ha avuto un aumento della creatinina di almeno il 30%. Questi pazienti erano spesso donne, persone sopra i 65 anni e avevano altre malattie del cuore e dei reni.
- Un aumento della creatinina superiore al 30% è stato associato a un rischio più alto di malattia renale grave, infarto, insufficienza cardiaca e morte.
- Anche aumenti più piccoli, inferiori al 30%, erano legati a un aumento del rischio di questi problemi, seppur in misura minore.
- Questi risultati sono stati confermati in diversi gruppi di pazienti e in diversi periodi dell’anno.
Cosa significa per chi assume questi farmaci
Questo studio mostra che anche piccoli aumenti della creatinina dopo l'inizio di ACE inibitori o sartani possono indicare un rischio maggiore per la salute del cuore e dei reni. Per questo motivo, è importante monitorare regolarmente i livelli di creatinina durante il trattamento.
In conclusione
L'aumento della creatinina dopo l'inizio di farmaci come ACE inibitori o sartani è legato a un maggior rischio di problemi cardiaci e renali. Anche incrementi inferiori al 30% non sono da sottovalutare. Un controllo attento aiuta a gestire meglio la salute durante la terapia.