Che cos'è la terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT)
La CRT è un trattamento che utilizza un dispositivo impiantato per aiutare il cuore a battere in modo più coordinato. È indicata per pazienti con insufficienza cardiaca che presentano sintomi nonostante la terapia medica.
Lo studio e i suoi obiettivi
I ricercatori spagnoli hanno voluto capire se avere una terapia medica ottimale (OMT) al momento dell'impianto della CRT influenzi la prognosi a lungo termine. In particolare, hanno analizzato se la presenza o meno di questa terapia al momento dell'impianto e dopo un anno cambi il rischio di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o di morte.
Come è stato condotto lo studio
- 328 pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica sono stati seguiti dal 2001 al 2015.
- I pazienti sono stati divisi in tre gruppi:
- senza terapia ottimale al momento dell'impianto (no OMT al basale),
- con terapia ottimale al momento dell'impianto (OMT al basale),
- con terapia ottimale un anno dopo l'impianto (OMT a un anno di follow-up).
Risultati principali
- Non avere la terapia ottimale al momento dell'impianto non ha aumentato significativamente il rischio di peggioramento o morte rispetto a chi la aveva già (rischio simile).
- Circa il 41% dei pazienti senza terapia ottimale al momento dell'impianto ha raggiunto una terapia ottimale dopo un anno.
- I pazienti che non hanno raggiunto la terapia ottimale dopo un anno hanno mostrato un rischio più alto di peggioramento dell'insufficienza cardiaca o di morte rispetto a chi aveva la terapia ottimale a un anno.
- Il rischio di peggioramento o morte era simile tra chi aveva la terapia ottimale al momento dell'impianto e chi l'ha raggiunta dopo un anno.
Cosa significa tutto questo
La presenza di una terapia medica ottimale al momento dell'impianto CRT non garantisce da sola una prognosi migliore. È importante invece che la terapia venga ottimizzata entro il primo anno dopo l'impianto per ridurre i rischi legati all'insufficienza cardiaca.
In conclusione
La terapia di risincronizzazione cardiaca è efficace nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica. Tuttavia, avere una terapia medica ottimale solo al momento dell'impianto non assicura un miglioramento della prognosi. L'ottimizzazione della terapia entro un anno dall'impianto è associata a un rischio minore di peggioramento della malattia o di morte.