Che cos'è la fibrillazione atriale subclinica (SCAF)?
La fibrillazione atriale subclinica è un tipo di aritmia cardiaca che spesso non causa sintomi evidenti. Viene scoperta grazie a dispositivi impiantati, come pacemaker o defibrillatori, che monitorano continuamente il cuore.
Lo studio ASSERT: cosa ha valutato?
Lo studio ha seguito 2.580 pazienti con più di 65 anni, tutti con pressione alta e senza precedente fibrillazione atriale. Tutti avevano ricevuto un pacemaker o un defibrillatore impiantabile. Sono stati esclusi i pazienti con episodi di fibrillazione atriale più brevi di 6 minuti.
Durata degli episodi e rischio di ictus
- Il 18,8% dei pazienti ha avuto episodi di fibrillazione atriale tra 6 minuti e 6 ore.
- Il 6,9% ha avuto episodi tra 6 e 24 ore.
- Il 10,7% ha avuto episodi superiori a 24 ore.
Solo gli episodi di durata superiore a 24 ore sono stati associati a un aumento significativo del rischio di ictus o embolia, cioè un blocco del flusso sanguigno causato da un coagulo. Gli episodi più brevi non hanno mostrato un rischio significativamente maggiore rispetto a chi non aveva episodi.
Cosa significa per i pazienti?
La durata degli episodi di fibrillazione atriale è importante per valutare il rischio di complicazioni. Solo episodi molto lunghi, oltre 24 ore, sembrano aumentare il rischio di ictus in modo significativo. Questo può aiutare i medici a decidere quando è necessario iniziare una terapia anticoagulante, che serve a prevenire la formazione di coaguli.
In conclusione
La fibrillazione atriale rilevata dai dispositivi impiantati nel cuore aumenta il rischio di ictus solo se gli episodi durano più di 24 ore. Episodi più brevi non sembrano aumentare significativamente questo rischio. Queste informazioni sono utili per capire quando è importante iniziare una terapia per prevenire complicazioni.