Il Joint Interventional Meeting 2017 a Milano
Il JIM 2017 si è svolto a Milano dal 9 all'11 febbraio, con la partecipazione di circa 1.100 specialisti provenienti da 60 paesi. Questo evento annuale rappresenta un momento fondamentale per confrontarsi sulle innovazioni nel campo della cardiologia interventistica, cioè le procedure mediche che trattano le malattie del cuore senza chirurgia aperta, utilizzando tecniche minimamente invasive.
Le novità principali nel campo cardiologico
Durante il meeting sono state presentate nuove tecniche e strumenti per migliorare i risultati degli interventi. Tra i temi più discussi c'è stato l'uso degli scaffold bioriassorbibili, dispositivi che si inseriscono nelle arterie per mantenerle aperte e che si dissolvono nel tempo. Uno studio importante, chiamato ABSORB II, ha mostrato che questi dispositivi possono avere un rischio leggermente più alto di formazione di coaguli rispetto agli stent tradizionali in metallo.
Per questo motivo, gli esperti hanno sottolineato l'importanza di tecniche precise durante l'impianto, come la tecnica PSP che consiste in una preparazione accurata del vaso sanguigno prima e dopo l'inserimento dello scaffold, per garantire un risultato ottimale.
Imaging intracoronarico
Per eseguire queste procedure con maggiore sicurezza, si utilizzano metodi di imaging avanzati, cioè tecniche che permettono di vedere dall'interno le arterie coronarie. Tra queste ci sono:
- Ecografia intravascolare (IVUS): una specie di ecografia fatta dall'interno del vaso.
- Tomografia ottica computerizzata (OCT): una tecnica che usa la luce per ottenere immagini dettagliate.
Questi strumenti aiutano a misurare con precisione la dimensione delle lesioni e a verificare che il dispositivo sia posizionato correttamente.
Trattamenti innovativi e casi dal vivo
Durante il meeting sono stati mostrati interventi in diretta da ospedali in Italia e Germania. Tra gli esempi:
- Trattamento di arterie coronarie con malattia calcifica usando palloni speciali per preparare il vaso.
- Riapertura di arterie occluse da tempo (occlusioni croniche) con tecniche avanzate, anche usando palloni medicati che rilasciano farmaci per prevenire la formazione di nuove ostruzioni.
- Uso di cateteri speciali per facilitare il posizionamento degli stent in arterie tortuose o difficili da raggiungere.
Interventi sulle valvole cardiache
Un altro importante argomento è stato il trattamento delle malattie delle valvole del cuore, in particolare la stenosi aortica, una condizione in cui la valvola aortica si restringe e ostacola il flusso sanguigno. Grazie a nuove tecnologie, come la valvola transcatetere Lotus Edge, è possibile intervenire anche in pazienti con caratteristiche complesse, come la bicuspidia valvolare (una valvola con due lembi invece di tre) o la presenza di protesi valvolari meccaniche.
Questi interventi vengono eseguiti senza la necessità di aprire il torace, utilizzando cateteri inseriti attraverso i vasi sanguigni, con risultati molto promettenti anche in pazienti anziani e con altre malattie.
In conclusione
Il Joint Interventional Meeting 2017 ha confermato il suo ruolo di evento di riferimento nel campo della cardiologia interventistica mondiale. Le innovazioni presentate mostrano come la collaborazione tra esperti e l’uso di tecnologie avanzate stiano migliorando le cure per i pazienti con malattie cardiache, rendendo gli interventi più sicuri ed efficaci.