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Articolo per pazienti Pubblicato: 12/05/2017 Lettura: ~3 min

Rischio cardiovascolare, FANS e antidolorifici

Fonte
Roberto Pescatori, Medico di Medicina Generale, Specialista in Cardioangiochirurgia, Tesoriere Nazionale ANCE, Presidente Convegno Nel CUORE di “Santa”

Aggiornato il 04/02/2026

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Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
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Introduzione

Quando si tratta di dolore articolare, soprattutto in persone con problemi al cuore, è importante scegliere con attenzione i farmaci da usare. Questo testo spiega come valutare l'uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) e altri antidolorifici in chi ha un rischio cardiovascolare, per un trattamento sicuro ed efficace.

Che cosa significa rischio cardiovascolare e dolore articolare

Il rischio cardiovascolare indica la possibilità che una persona possa avere problemi al cuore, come infarto o ictus. Questo è un aspetto importante da considerare quando si prescrivono farmaci per il dolore, soprattutto negli anziani, che spesso soffrono di artrosi, una causa comune di dolore alle articolazioni.

Come scegliere il farmaco giusto

Non bisogna evitare automaticamente gli antinfiammatori non steroidei (FANS) nei pazienti con rischio cardiovascolare, ma è fondamentale scegliere il farmaco più adatto basandosi su studi clinici affidabili.

Ad esempio, per il dolore al ginocchio o all'anca, il diclofenac a 150 mg al giorno è risultato molto efficace nel migliorare il dolore e la funzione articolare. Anche l'etoricoxib a 60 mg al giorno è efficace. Al contrario, il paracetamolo da solo non è più efficace del placebo in questi casi.

Sicurezza e interazioni con l'aspirina

Molti pazienti a rischio cardiovascolare assumono aspirina (ASA) a basse dosi per prevenire eventi cardiaci. In questi casi, è importante non sospendere l'aspirina senza motivo e valutare le possibili interazioni con i FANS.

L'aspirina e i FANS agiscono entrambi sulle piastrine, che aiutano il sangue a coagulare, ma con meccanismi diversi. L'aspirina lega in modo permanente un enzima nelle piastrine, offrendo una protezione costante. I FANS invece legano questo enzima in modo temporaneo, quindi la protezione non è continua.

Alcuni FANS, come ibuprofene, possono interferire con l'effetto protettivo dell'aspirina, riducendo la sua efficacia anche se assunti in momenti diversi della giornata. Questo può aumentare il rischio di eventi cardiovascolari. Al contrario, diclofenac ed etoricoxib non sembrano interferire con l'aspirina a basse dosi.

Rischi a lungo termine e durata del trattamento

Una grande analisi di studi ha mostrato che, nelle persone con basso rischio cardiovascolare, l'aumento del rischio dovuto ai FANS è basso. Tuttavia, nei pazienti con rischio alto, l'uso prolungato di ibuprofene ad alte dosi può aumentare il rischio cardiovascolare e anche quello di problemi allo stomaco.

Per farmaci come diclofenac, naprossene e ibuprofene, il rischio cardiovascolare significativo si manifesta soprattutto con trattamenti più lunghi di 18 mesi. Se i farmaci sono usati in modo intermittente, con pause tra una somministrazione e l'altra, il rischio non sembra aumentare.

Uno studio europeo ha anche evidenziato che l'uso attuale di diclofenac a 150 mg al giorno non aumenta il rischio di ricovero per insufficienza cardiaca rispetto all'uso passato di altri FANS.

Selezione dei FANS e rischio cardiovascolare

Alcuni farmaci chiamati coxib, che agiscono in modo selettivo su un enzima specifico, non sembrano aumentare il rischio cardiovascolare più di altri FANS, eccetto il rofecoxib, che è stato associato a un aumento del rischio.

Consigli generali per la prescrizione

  • Non escludere a priori i FANS nei pazienti con rischio cardiovascolare, ma scegliere con attenzione.
  • Per trattamenti prolungati, usare cautela e basarsi sui dati degli studi clinici.
  • Nei pazienti con rischio molto alto, preferire, se possibile, l'uso di FANS topici (applicati sulla pelle) per ridurre i rischi.
  • Se i FANS sono controindicati, le linee guida suggeriscono l'uso di altri antidolorifici come tramadolo o oppioidi deboli, con o senza paracetamolo.

In conclusione

Nei pazienti con rischio cardiovascolare che soffrono di dolore infiammatorio, non è necessario evitare sempre gli antinfiammatori non steroidei. È importante però scegliere il farmaco più adatto, valutare la durata del trattamento e considerare le possibili interazioni con l'aspirina. L'obiettivo è garantire un sollievo dal dolore efficace e sicuro, basandosi sulle evidenze scientifiche disponibili.

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