Che cosa è stato studiato
Lo studio ha esaminato l'esposizione alle radiazioni di medici durante procedure chiamate percutanee coronariche, che servono a trattare problemi del cuore usando piccoli strumenti inseriti attraverso i vasi sanguigni.
Hanno partecipato quattro medici esperti e due specializzandi, e sono state analizzate 2.028 procedure in totale.
Modalità di accesso e radiazioni
Le procedure possono essere fatte entrando nei vasi sanguigni da diverse parti del corpo:
- Accesso radiale: attraverso l'arteria del polso (la parte del corpo vicino al polso). Qui si distingue tra accesso a destra e a sinistra.
- Accesso femorale: attraverso l'arteria nella zona dell'inguine.
Lo studio ha mostrato che:
- L'operatore riceveva una dose di radiazioni più alta usando l'accesso radiale rispetto all'accesso femorale.
- Tra gli accessi radiali, quello dal lato sinistro del polso comportava una dose di radiazioni significativamente più bassa rispetto al lato destro.
Altri fattori importanti
Si è osservato anche che l'altezza dell'operatore influisce sull'esposizione: i medici più alti tendevano a ricevere una dose di radiazioni minore.
Inoltre, l'uso di protezioni aggiuntive per la zona pelvica può aiutare a ridurre ulteriormente l'esposizione alle radiazioni quando si usa l'accesso radiale.
In conclusione
In un centro con molte procedure, l'accesso femorale è risultato associato a una minore esposizione alle radiazioni per l'operatore rispetto all'accesso radiale. Tra gli accessi radiali, quello dal lato sinistro è più sicuro in termini di radiazioni. L'altezza dell'operatore e l'uso di protezioni pelviche sono altri elementi che possono influenzare la dose di radiazioni ricevuta.