Nuove terapie farmacologiche
Durante la prima giornata si è parlato molto dei progressi nei farmaci per il cuore e altre malattie correlate, come il diabete e il colesterolo alto.
- Inibitori del SGLT-2: sono una nuova classe di farmaci usati per il diabete. Agiscono nei reni, impedendo il riassorbimento dello zucchero nel sangue, favorendone l'eliminazione con l'urina. Questo aiuta a controllare meglio la glicemia, riduce il peso corporeo e la circonferenza della vita, abbassa la pressione sanguigna e ha un basso rischio di causare ipoglicemia (basso livello di zucchero nel sangue). Un possibile effetto indesiderato è un aumento delle infezioni urinarie.
- Anticorpi monoclonali anti-PCSK-9: sono farmaci che aiutano a ridurre il colesterolo LDL (il cosiddetto "colesterolo cattivo") nei pazienti con dislipidemia familiare. Il PCSK-9 è una proteina che riduce l'efficacia dei recettori per il colesterolo LDL; bloccandola, si migliora la capacità del corpo di eliminare il colesterolo dal sangue.
- Sacubitril/Valsartan: un nuovo farmaco usato per il trattamento dello scompenso cardiaco. È una combinazione di due principi attivi che aiutano a migliorare la funzione del cuore e a ridurre i sintomi della malattia.
Gestione della terapia dopo eventi cardiaci
Si è discusso dell'importanza di personalizzare la durata della terapia antiaggregante (farmaci che impediscono la formazione di coaguli) dopo un evento cardiaco acuto, bilanciando i rischi di ischemia (mancanza di sangue) e di sanguinamento.
Inoltre, sono stati approfonditi due farmaci:
- Ranolazina, utile per i pazienti con cardiopatia ischemica (ridotto apporto di sangue al cuore).
- Ivabradina, che può essere usata da sola o insieme ai beta-bloccanti per migliorare la funzione cardiaca.
Monitoraggio e tecnologie in cardiologia
Si è parlato del monitoraggio a distanza dei dispositivi cardiaci impiantabili, come pacemaker e defibrillatori, che aiuta a gestire meglio i pazienti con disturbi del ritmo e scompenso cardiaco. È stata anche affrontata la questione del rimborso per queste tecnologie.
Un altro tema importante è stato il rischio di danno ai reni causato dai mezzi di contrasto usati durante le procedure interventistiche cardiologiche.
Fibrillazione atriale e anticoagulazione
La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo cardiaco molto comune. È fondamentale valutare il rischio di formazione di coaguli e di ictus usando strumenti come il punteggio CHAD2Vasc2, indipendentemente dalla frequenza degli episodi rilevati dai dispositivi.
In pronto soccorso, spesso si usa l'eparina a basso peso molecolare, ma questo non sempre segue le linee guida. L'uso dei Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) potrebbe migliorare la gestione di questi pazienti, soprattutto prima di procedure come la cardioversione elettrica, che serve a ripristinare il ritmo normale del cuore.
Nonostante ciò, è ancora comune eseguire un ecocardiogramma transesofageo (un esame ecografico del cuore attraverso l'esofago) prima della cardioversione per escludere la presenza di coaguli.
Terapie e procedure di elettrofisiologia
Si è discusso della gestione della terapia antiaggregante e anticoagulante nei pazienti che devono sottoporsi a procedure di elettrofisiologia, che studiano e trattano le aritmie.
Un focus particolare è stato dedicato alle tecniche di ablazione della fibrillazione atriale, confrontando la crio-ablazione (uso del freddo) e la radiofrequenza (uso del calore), evidenziandone vantaggi e svantaggi.
Impianto di defibrillatori e dispositivi cardiaci
Sono state illustrate le indicazioni per l'impianto di defibrillatori automatici in diverse condizioni, come la sindrome di Brugada, la sindrome del QT lungo e le tachicardie ventricolari.
Si è sottolineata l'importanza di valutare attentamente i benefici e i rischi in pazienti particolari, come anziani, persone con disturbi psichiatrici, malati oncologici o in dialisi.
L'imaging, cioè le tecniche di visualizzazione del cuore, è fondamentale per ottimizzare il funzionamento dei dispositivi biventricolari e per identificare e valutare il rischio nei pazienti con cardiomiopatie (malattie del muscolo cardiaco).
Organizzazione e nuove prospettive in cardiologia
Un simposio ha affrontato la gestione delle tachicardie sopraventricolari e ventricolari in pronto soccorso, sottolineando l'importanza di organizzare percorsi dedicati per migliorare l'assistenza ai pazienti.
Si sono poi discusse nuove teorie sulla sincope (perdita di coscienza) e sul ruolo del nervo vago nell'insorgenza della fibrillazione atriale, spiegando come il sistema nervoso centrale e autonomo influenzino la risposta del cuore agli stimoli.
Telecardiologia e innovazioni tecnologiche
La telecardiologia, cioè il controllo a distanza dei dispositivi cardiaci, è diventata uno strumento importante per la collaborazione tra ospedali di riferimento e centri periferici, migliorando le scelte terapeutiche.
Tra le innovazioni, si è parlato di nuove tecniche di impianto per i defibrillatori sottocutanei e della possibilità di combinare questi dispositivi con pacemaker senza fili per superare alcune limitazioni attuali.
È stata affrontata anche l'ottimizzazione della stimolazione biventricolare e l'uso della risonanza magnetica nei pazienti con dispositivi impiantati, evidenziando sia le applicazioni sia i limiti ancora presenti.
Follow-up e sport
Si è evidenziata l'importanza del controllo a lungo termine dopo l'ablazione della fibrillazione atriale per monitorare il successo della procedura e decidere se sospendere la terapia anticoagulante, decisione complessa soprattutto perché molti episodi possono non causare sintomi.
Infine, è stato discusso il rapporto tra aritmie e attività sportiva, sottolineando la necessità di uno screening accurato per garantire la sicurezza degli atleti e il crescente utilizzo dell'esercizio fisico nei pazienti cardiopatici con dispositivi impiantabili.
In conclusione
L'evento Cardioaritmologia nel Lazio 2017 ha offerto un aggiornamento completo sulle novità in campo cardiologico, dalle nuove terapie farmacologiche alle tecniche avanzate di diagnosi e trattamento delle aritmie. L'attenzione alla personalizzazione delle cure, all'innovazione tecnologica e all'organizzazione dei percorsi assistenziali rappresenta un importante passo avanti per migliorare la qualità della vita dei pazienti con malattie cardiache.