CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 15/06/2017 Lettura: ~3 min

Aritmie e ipertensione: un rapporto reciproco

Fonte
Mauro Contini, U.O. Scompenso Cardiaco e Cardiologia Clinica e Riabilitativa, Centro Cardiologico Monzino, Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questo testo racconta la storia di un uomo di 65 anni con ipertensione e fibrillazione atriale, due condizioni che spesso si influenzano a vicenda. Descrive come è stato seguito dal punto di vista medico, con attenzione ai farmaci e ai controlli necessari per mantenere la salute del cuore e della pressione sanguigna.

Chi è il paziente e quali sono le sue condizioni

Il paziente è un uomo di 65 anni con ipertensione arteriosa, diagnosticata intorno ai 40 anni e trattata con successo con due farmaci: atenololo e idroclorotiazide. È in sovrappeso, ma non fuma e non ha familiarità per malattie cardiache o cerebrali. Ha anche il diabete di tipo 2, curato con metformina e pioglitazone. Inoltre, presenta un blocco bifascicolare, un tipo di disturbo della conduzione elettrica del cuore.

Scoperta della fibrillazione atriale e primo trattamento

Durante una visita di controllo, pur stando bene, è stata scoperta la fibrillazione atriale, un'aritmia cioè un battito cardiaco irregolare e spesso accelerato. Per questo è stata iniziata una terapia anticoagulante con warfarin per prevenire la formazione di coaguli e programmato un ricovero per una procedura chiamata cardioversione elettrica, che serve a riportare il cuore a un ritmo normale.

Procedura e modifiche terapeutiche

Prima della cardioversione, è stato fatto un ecocardiogramma transesofageo, un esame che usa un ecografo inserito nell'esofago per vedere il cuore e verificare l'assenza di trombi. L'esame ha mostrato solo una dilatazione dell'atrio sinistro, una delle camere del cuore. Per preparare il cuore alla procedura, è stato somministrato amiodarone, un farmaco antiaritmico, e sospeso il beta bloccante. La cardioversione ha avuto successo, riportando il ritmo cardiaco alla normalità.

Dopo la procedura, a causa di una frequenza cardiaca più bassa del normale, il beta bloccante è stato sostituito con un ACE inibitore, ramipril, per continuare il controllo della pressione senza peggiorare la bradicardia.

Recidive e aggiustamenti della terapia

Un anno dopo, con ritmo stabile, la terapia anticoagulante è stata cambiata in antiaggregante con aspirina. Poi, a causa di un aumento del TSH (un ormone che indica possibile alterazione della tiroide), è stata sospesa la profilassi con amiodarone. Poco dopo, il paziente ha avuto una recidiva di fibrillazione atriale, trattata con un nuovo anticoagulante orale (NAO) e una seconda cardioversione. Per prevenire ulteriori episodi è stato scelto il propafenone, un altro antiaritmico.

Problemi legati ai farmaci e nuova strategia

Il paziente ha riferito una tosse secca persistente, probabilmente causata dall'ACE inibitore. Considerando anche le recidive di fibrillazione e il diabete, si è deciso di passare a un farmaco chiamato valsartan, un sartanico, che aiuta a controllare la pressione e protegge cuore e reni, particolarmente utile nei diabetici.

Situazione attuale e follow-up

Dopo sei mesi con valsartan, propafenone, dabigatran (anticoagulante) e la terapia per il diabete, il paziente è asintomatico, senza tosse, con ritmo cardiaco stabile. La pressione era ancora un po' alta, quindi la dose di valsartan è stata aumentata. Due mesi dopo, la pressione è ben controllata e non sono state rilevate aritmie significative. Anche glicemia e colesterolo sono sotto controllo grazie a uno stile di vita migliorato.

In conclusione

Questo caso mostra come ipertensione e aritmie, come la fibrillazione atriale, siano strettamente legate e richiedano un attento equilibrio nella terapia. Il monitoraggio continuo e l'adattamento dei farmaci sono fondamentali per mantenere il benessere e prevenire complicazioni, soprattutto in presenza di altre condizioni come il diabete.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA