CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 25/07/2017 Lettura: ~2 min

La somministrazione precoce di N-Acetilcisteina e nitrati riduce l'area dell'infarto nel trattamento dello STEMI con angioplastica

Fonte
Pasupathy S et al. Circulation 2017. Published online ahead of print June 20, 2017. doi: 10.1161/CIRCULATIONAHA.117.027575.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Quando si verifica un infarto del cuore con un particolare tipo di danno chiamato STEMI, il trattamento principale è l'angioplastica, una procedura che riapre le arterie bloccate. Recentemente, uno studio ha valutato se l'aggiunta di un farmaco chiamato N-acetilcisteina, insieme alla nitroglicerina, possa aiutare a ridurre l'estensione del danno al cuore.

Che cos'è lo STEMI e come si tratta

Lo STEMI è un tipo di infarto del cuore causato da un blocco improvviso di un'arteria coronaria. Il trattamento principale è l'angioplastica primaria, una procedura che permette di riaprire l'arteria bloccata per ripristinare il flusso di sangue al cuore.

Il ruolo dell'N-acetilcisteina e della nitroglicerina

L'N-acetilcisteina è una sostanza con proprietà antiossidanti, cioè aiuta a combattere i danni causati da sostanze chiamate radicali liberi, che si formano durante l'infarto. Inoltre, può potenziare gli effetti della nitroglicerina, un farmaco usato per dilatare i vasi sanguigni e migliorare il flusso di sangue.

Lo studio NACIAM

Lo studio chiamato NACIAM ha coinvolto 75 pazienti con STEMI trattati con angioplastica. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • 37 pazienti hanno ricevuto alte dosi di N-acetilcisteina per via endovenosa (29 grammi in due giorni) insieme alla nitroglicerina.
  • 38 pazienti hanno ricevuto un placebo insieme alla nitroglicerina.

L'obiettivo era valutare se l'N-acetilcisteina potesse ridurre la dimensione dell'area infartuata, cioè la parte del cuore danneggiata, utilizzando una risonanza magnetica eseguita precocemente dopo il trattamento.

Risultati principali

  • I pazienti trattati con N-acetilcisteina hanno mostrato una riduzione del danno al cuore di circa il 5,5% rispetto a quelli con placebo (11,0% contro 16,5%).
  • La sopravvivenza del tessuto cardiaco è risultata raddoppiata nel gruppo con N-acetilcisteina (60% contro 27%).
  • Un enzima chiamato creatin chinasi, che indica il danno al cuore, è risultato più basso nel gruppo trattato, suggerendo un danno minore.

Significato dello studio

Questi risultati indicano che la somministrazione precoce di alte dosi di N-acetilcisteina, insieme alla nitroglicerina, può aiutare a ridurre l'estensione del danno al cuore nei pazienti con STEMI sottoposti ad angioplastica.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi su un numero maggiore di pazienti per capire se questo trattamento possa migliorare anche altri aspetti della salute e la sopravvivenza a lungo termine.

In conclusione

Lo studio NACIAM suggerisce che l'aggiunta di N-acetilcisteina alla terapia standard con nitroglicerina e angioplastica può ridurre l'area di infarto nel cuore durante un STEMI. Questo potrebbe rappresentare un passo avanti nel trattamento dell'infarto, ma servono ulteriori ricerche per confermare questi benefici.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA