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Articolo per pazienti Pubblicato: 26/07/2017 Lettura: ~2 min

Rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale: confronto tra i punteggi ABC e CHA2DS2-VASc

Fonte
Rivera-Caravaca JM, et al. J Am Heart Assoc 2017;6:e006490. doi: 10.1161/JAHA.117.006490.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di ictus. Per capire quanto è alto questo rischio, i medici usano dei punteggi che aiutano a valutare la situazione. In questo testo confrontiamo due di questi punteggi, chiamati ABC e CHA2DS2-VASc, per capire quale è più utile nel prevedere l’ictus a lungo termine.

Che cosa sono i punteggi ABC e CHA2DS2-VASc

Il punteggio CHA2DS2-VASc è uno strumento usato da tempo per stimare il rischio di ictus nelle persone con fibrillazione atriale. Si basa su diversi fattori, tra cui:

  • Presenza di scompenso cardiaco (quando il cuore non funziona bene)
  • Ipotesione (pressione alta)
  • Età
  • Diabete
  • Precedenti di ictus o attacco ischemico transitorio (piccoli episodi simili a ictus)
  • Malattie delle arterie (vasculopatia)
  • Sesso femminile

Il punteggio ABC è più recente e include:

  • Età
  • Livelli nel sangue di due sostanze chiamate NT-proBNP e troponina ad alta sensibilità, che indicano lo stato del cuore
  • Storia di ictus o attacco ischemico transitorio

Lo studio di confronto tra i due punteggi

Uno studio spagnolo ha seguito per circa 6 anni 1125 pazienti con fibrillazione atriale che ricevevano una particolare terapia per prevenire l’ictus. Durante questo periodo, sono stati osservati 114 casi di ictus ischemico, cioè causato da un blocco del flusso sanguigno al cervello.

I risultati principali sono stati:

  • Secondo il punteggio CHA2DS2-VASc, quasi tutti i pazienti che hanno avuto un ictus erano considerati ad alto rischio.
  • Il punteggio ABC invece indicava un rischio elevato solo in circa due terzi dei casi.
  • I pazienti considerati a basso rischio dal punteggio CHA2DS2-VASc non hanno avuto ictus durante il follow-up.
  • Al contrario, alcuni pazienti considerati a basso rischio dal punteggio ABC hanno avuto eventi ischemici.
  • Per i pazienti a rischio moderato, anche qui il punteggio CHA2DS2-VASc ha mostrato una migliore capacità di predizione.

Che cosa significa per i pazienti

Questo studio ha mostrato che, nel lungo periodo, il punteggio CHA2DS2-VASc è più affidabile nel prevedere il rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale rispetto al punteggio ABC. In particolare, il CHA2DS2-VASc è migliore nell’identificare chi ha un rischio basso, evitando così di sottovalutare il pericolo.

In conclusione

Il punteggio CHA2DS2-VASc rimane lo strumento più utile per stimare il rischio di ictus a lungo termine nelle persone con fibrillazione atriale. Il punteggio ABC, pur includendo nuovi indicatori, non ha dimostrato un vantaggio significativo e può sottostimare il rischio in alcuni pazienti. È importante che la valutazione del rischio sia sempre fatta dal medico, che considera ogni caso con attenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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