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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/07/2017 Lettura: ~2 min

ECG per distinguere il cuore dell'atleta dalla cardiopatia ipertrofica: confronto tra criteri europei e internazionali

Fonte
Alessandro Zorzi - doi: 10.1136/bjsports-2016-097438.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio confronta due metodi usati per interpretare l'elettrocardiogramma (ECG) e aiutare a distinguere tra un cuore sano di un atleta e una malattia chiamata cardiomiopatia ipertrofica. Capire queste differenze è importante per una diagnosi corretta e per la sicurezza degli atleti.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha confrontato due gruppi di regole usate per leggere l'ECG:

  • i criteri della Società Europea di Cardiologia del 2010 (ESC)
  • i criteri internazionali del 2017

Lo scopo era capire quale metodo aiuta meglio a distinguere tra:

  • Cardiomiopatia ipertrofica (CMI), una malattia del cuore caratterizzata da ispessimento anomalo della parete del ventricolo sinistro.
  • Cuore dell'atleta, che può mostrare cambiamenti normali dovuti all'allenamento intenso.

Come sono stati classificati gli atleti

Gli atleti sono stati divisi in tre gruppi secondo le caratteristiche del loro ECG:

  • Gruppo 1: ECG normale o solo aumento del voltaggio del QRS (una parte dell'ECG), considerato normale sia dai criteri ESC che da quelli internazionali.
  • Gruppo 2: segni come ingrandimento dell'atrio sinistro, deviazione dell'asse elettrico a sinistra, o onde Q di una certa ampiezza e durata. Questi segni sono considerati patologici secondo i criteri ESC, ma normali secondo i criteri internazionali.
  • Gruppo 3: anomalie considerate patologiche da entrambi i criteri.

Risultati principali

  • I criteri ESC del 2010 hanno mostrato una alta sensibilità (95,5%), cioè sono bravi a riconoscere chi ha la malattia, e una buona specificità (86,9%), cioè sono abbastanza bravi a non confondere chi non ce l'ha.
  • Considerando i segni del gruppo 2 come normali (come fanno i criteri internazionali), la specificità migliora significativamente (95,9%), cioè si riducono i falsi positivi, mentre la sensibilità diminuisce leggermente ma non in modo significativo (93%).
  • Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, lo spessore della parete del ventricolo sinistro aumentava progressivamente dal gruppo 1 al gruppo 3, confermando la gravità delle anomalie ECG.

In conclusione

Lo studio mostra che i criteri internazionali, considerando alcune modifiche ECG come normali, migliorano la capacità di distinguere il cuore sano dell'atleta dalla cardiomiopatia ipertrofica, riducendo errori di diagnosi. Questo aiuta a evitare preoccupazioni inutili e a identificare meglio chi necessita di ulteriori controlli.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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