Che cos'è l'ablazione della fibrillazione atriale e perché serve l'eparina
L'ablazione è un trattamento raccomandato per pazienti con fibrillazione atriale che non rispondono ai farmaci. Durante questa procedura, si usano cateteri inseriti nel cuore per correggere il ritmo cardiaco.
Tuttavia, l'ablazione può causare alcuni rischi, in particolare la formazione di coaguli di sangue che possono portare a ictus o altri problemi. Questi coaguli si possono formare per diversi motivi, come:
- la presenza prolungata dei cateteri nel cuore,
- il danno alla superficie interna del cuore causato dal catetere o dall'energia usata per l'ablazione,
- e la ridotta capacità di contrazione del cuore in alcune forme di fibrillazione atriale.
Per questo motivo, durante l'intervento si somministra un farmaco chiamato eparina non frazionata, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli. L'obiettivo è mantenere un valore nel sangue chiamato ACT (Activated Clotting Time) tra 300 e 350 secondi, che indica un buon livello di protezione anticoagulante.
La resistenza all’eparina: cosa significa
In alcuni pazienti, però, il protocollo standard di somministrazione di eparina non raggiunge facilmente il valore desiderato di ACT. Questo può dipendere dal tipo di terapia anticoagulante che il paziente stava assumendo prima dell'intervento.
Ad esempio, chi era in trattamento con i farmaci dabigatran o apixaban impiega più tempo (circa 60-70 minuti) per raggiungere l'ACT ottimale rispetto a chi assumeva warfarin o rivaroxaban (8-9 minuti).
Inoltre, durante l'ablazione, un terzo dei pazienti in dabigatran non raggiunge mai l'ACT nel range desiderato, mentre questo accade solo in pochi pazienti in warfarin.
Questi dati hanno portato a ipotizzare una possibile "resistenza indotta all'eparina", cioè una ridotta efficacia dell'eparina in presenza di alcuni anticoagulanti, dovuta al loro modo di agire nel corpo.
Contraddizioni e approfondimenti
Nonostante queste osservazioni, uno studio recente chiamato RE-CIRCUIT non ha mostrato un aumento degli eventi tromboembolici (coaguli pericolosi) nei pazienti che hanno continuato a prendere dabigatran durante l'ablazione.
Questa differenza tra i risultati rappresenta un dubbio che necessita di ulteriori ricerche per essere chiarito. Intanto, i medici possono valutare di adattare la terapia anticoagulante in base al singolo paziente per garantire la migliore protezione possibile.
In conclusione
L'ablazione della fibrillazione atriale richiede una protezione efficace contro i coaguli, ottenuta con l'eparina durante la procedura. Alcuni anticoagulanti possono influenzare la risposta all'eparina, rendendo più difficile raggiungere i livelli desiderati di protezione. Tuttavia, studi recenti non hanno mostrato un aumento dei rischi associati a questa situazione. È importante continuare a studiare questo fenomeno per migliorare la sicurezza degli interventi.