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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2017 Lettura: ~2 min

Evolocumab riduce in modo stabile il colesterolo LDL nei bambini con ipercolesterolemia familiare omozigote

Fonte
Fonte: ESC Congress 2017, Barcellona. Ricerca coordinata da F. Raal, Università di Witwatersrand, Johannesburg (Sud Africa). Studio TAUSSIG sul trattamento con Evolocumab in pazienti con ipercolesterolemia familiare omozigote.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

L'ipercolesterolemia familiare omozigote è una condizione genetica che causa livelli molto alti di colesterolo LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo". Questa situazione può portare a problemi al cuore già in età giovane. Uno studio ha valutato l'efficacia di un farmaco chiamato Evolocumab nel ridurre il colesterolo LDL in bambini e adolescenti affetti da questa malattia, mostrando risultati promettenti e un buon profilo di sicurezza.

Che cos'è l'ipercolesterolemia familiare omozigote (HoFH)

L'HoFH è una malattia genetica che provoca livelli molto elevati di colesterolo LDL nel sangue. Questo tipo di colesterolo è noto come "cattivo" perché può accumularsi nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari precoci, anche durante l'infanzia.

Lo studio TAUSSIG e l'uso di Evolocumab

Il Trial TAUSSIG ha valutato l'effetto a lungo termine di Evolocumab, un farmaco che agisce bloccando una proteina chiamata PCSK9, coinvolta nel controllo del colesterolo LDL. Questo è l'unico anticorpo monoclonale di questo tipo studiato finora in pazienti con HoFH.

Partecipanti e trattamento

  • 106 pazienti di età tra 13 e 68 anni sono stati trattati con Evolocumab per almeno 12 settimane.
  • In particolare, 14 pazienti pediatrici (fino a 18 anni) con HoFH sono stati seguiti nel dettaglio.
  • I ragazzi tra 13 e 17 anni, già in trattamento stabile per abbassare il colesterolo LDL, hanno ricevuto Evolocumab 420 mg al mese.
  • Se erano sottoposti a un trattamento chiamato aferesi (una procedura per pulire il sangue dal colesterolo), la dose di Evolocumab è stata somministrata ogni due settimane per coordinarsi con le aferesi.
  • La frequenza del trattamento poteva essere aumentata a ogni due settimane anche per chi non faceva aferesi, per migliorare i risultati.

Risultati principali

  • Tutti i pazienti avevano la conferma genetica della malattia e assumevano già farmaci chiamati statine, spesso in combinazione con un altro medicinale chiamato Ezetimibe.
  • Nonostante la giovane età, molti avevano già problemi al cuore: il 29% presentava malattia coronarica.
  • Il livello medio di PCSK9 nel sangue all'inizio era elevato.
  • Dopo 12 settimane di trattamento con Evolocumab, la colesterolemia LDL è diminuita in media dell'11% nei 14 pazienti pediatrici.
  • Nei pazienti non sottoposti ad aferesi, la riduzione è stata del 21% e si è mantenuta stabile fino a 48 settimane.
  • In 7 pazienti non in aferesi, aumentando la frequenza di somministrazione a ogni due settimane, si è ottenuta un'ulteriore riduzione del 10% del colesterolo LDL.
  • Evolocumab è stato ben tollerato e non sono stati segnalati effetti collaterali gravi.

In conclusione

Lo studio ha dimostrato che Evolocumab può ridurre in modo stabile e sicuro il colesterolo LDL in bambini e adolescenti con ipercolesterolemia familiare omozigote. Questo risultato è importante perché aiuta a proteggere il cuore fin da giovani, migliorando la gestione di una malattia genetica grave.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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