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Articolo per pazienti Pubblicato: 04/09/2017 Lettura: ~2 min

I pazienti trattati con inibitori del PCSK9 seguono meglio la terapia rispetto a chi assume solo statine

Fonte
ESC Congress 2017, Barcellona. Studio coordinato da Paolo Calabrò, Università della Campania, Luigi Vanvitelli.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha confrontato quanto i pazienti ad alto rischio cardiovascolare seguono correttamente due tipi di terapie per abbassare il colesterolo: gli inibitori del PCSK9 e le statine. I risultati mostrano che chi assume gli inibitori del PCSK9 tende a rispettare di più la terapia prescritta, un aspetto importante per migliorare la salute del cuore.

Che cosa significa aderenza alla terapia

L'aderenza alla terapia indica quanto una persona segue correttamente le indicazioni del medico riguardo ai farmaci da prendere. Nel caso delle statine e degli inibitori del PCSK9, è importante assumere i medicinali con regolarità per ridurre il rischio di problemi cardiaci.

Come è stato condotto lo studio

I ricercatori hanno analizzato 102 pazienti ad alto rischio cardiovascolare, di cui 34 trattati con inibitori del PCSK9 (principalmente Evolocumab) e 68 con statine, con o senza un altro farmaco chiamato Ezetimibe. Hanno valutato la loro aderenza alla terapia e li hanno divisi in tre gruppi:

  • Pienamente aderenti: chi assumeva almeno l'80% delle dosi prescritte;
  • Parzialmente aderenti: chi assumeva tra il 40% e l'80%;
  • Non aderenti: chi assumeva meno del 40%.

Risultati principali

  • Il 79,4% dei pazienti trattati con inibitori del PCSK9 era pienamente aderente alla terapia, contro il 30,9% di chi assumeva solo statine.
  • Solo l'11,8% dei pazienti con inibitori del PCSK9 era parzialmente aderente, mentre tra chi assumeva statine questa percentuale era del 54,4%.
  • La percentuale di pazienti non aderenti era simile nei due gruppi (circa 9% con PCSK9 e 15% con statine), senza differenze significative.
  • Inoltre, tra i pazienti trattati con inibitori del PCSK9, più della metà seguiva bene anche la terapia con statine, rispetto a circa un terzo nel gruppo statine.

Perché gli inibitori del PCSK9 possono favorire una migliore aderenza

Questi farmaci si assumono meno frequentemente (ogni due settimane o una volta al mese) e hanno pochi effetti collaterali, caratteristiche che possono aiutare i pazienti a seguire meglio la terapia rispetto alle statine, che richiedono una somministrazione quotidiana.

In conclusione

Lo studio mostra che i pazienti ad alto rischio cardiovascolare tendono a seguire meglio la terapia quando assumono inibitori del PCSK9 rispetto alle statine da sole. Questo risultato è importante perché una maggiore aderenza ai farmaci aiuta a ridurre il rischio di eventi cardiaci gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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