Il congresso HEART FAILURE 2017
Dal 29 aprile al 2 maggio a Parigi si è svolto il congresso HEART FAILURE 2017, insieme al IV World Congress on Acute Heart Failure. Questo evento ha riunito i maggiori esperti mondiali per parlare di come affrontare in modo completo i pazienti con insufficienza cardiaca, dalla prevenzione fino al trattamento.
Studi principali presentati
Studio RELAX-AHF-2: serelaxina e insufficienza cardiaca acuta
Il trial RELAX-AHF-2 ha valutato l'efficacia della serelaxina, un ormone che aiuta a dilatare i vasi sanguigni, in circa 6.600 pazienti ricoverati per insufficienza cardiaca acuta. I pazienti hanno ricevuto serelaxina o un placebo entro 16 ore dal ricovero, per 48 ore.
- Gli obiettivi principali erano ridurre la mortalità cardiovascolare a 180 giorni e prevenire il peggioramento dell'insufficienza cardiaca entro 5 giorni.
- I risultati hanno mostrato che la serelaxina non ha migliorato né la sopravvivenza né la condizione clinica rispetto al placebo.
- Non sono stati osservati benefici nemmeno negli obiettivi secondari, come la durata della degenza ospedaliera o il rischio di nuove ospedalizzazioni.
Gli esperti hanno sottolineato che, pur essendo sicura, la serelaxina non si è dimostrata efficace in questo studio.
Studio TRUE-AHF: ularitide e prognosi nello scompenso acuto
Il trial TRUE-AHF ha testato l'ularitide, un altro farmaco somministrato per via endovenosa, in 2.157 pazienti con insufficienza cardiaca acuta.
- Gli obiettivi erano ridurre la mortalità cardiovascolare e migliorare la condizione clinica nelle prime 48 ore.
- Non è stata trovata alcuna differenza significativa nella mortalità tra il gruppo trattato con ularitide e quello con placebo.
- Il farmaco ha però migliorato la sensazione di respiro difficile (dispnea) in molti pazienti.
- Lo studio ha evidenziato che circa il 17% dei pazienti inclusi non era idoneo al trattamento per via di altri farmaci assunti, il che ha complicato l'interpretazione dei risultati.
Gli autori hanno spiegato che rispettare i criteri di selezione dei pazienti è fondamentale per valutare correttamente l'efficacia di un farmaco.
Studio RESUS-AMI: fattore di crescita insulino-simile (IGF1) dopo infarto
Questo studio pilota ha coinvolto 47 pazienti con grave insufficienza cardiaca dopo un infarto importante.
- È stata somministrata una singola iniezione a basso dosaggio di IGF1, un fattore che può aiutare a riparare il muscolo cardiaco.
- I risultati hanno mostrato che il trattamento è sicuro e può migliorare la riparazione del cuore nei due mesi successivi all'infarto.
- Se confermato da studi più grandi, questo approccio potrebbe migliorare la qualità e l'aspettativa di vita di molti pazienti.
Studio EMPA-REG OUTCOME: empagliflozin e funzione renale nei diabetici
Questo studio ha analizzato l'effetto dell'empagliflozin, un farmaco per il diabete di tipo 2, su pazienti con malattia cardiovascolare e funzione renale compromessa.
- Il farmaco ha ridotto il rischio di peggioramento della funzione renale e la mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca e diabete.
- All'inizio si è osservata una diminuzione temporanea della funzione renale, seguita da una stabilizzazione a lungo termine.
- Gli esperti ritengono che questo effetto possa essere legato anche all'azione diuretica del farmaco, cioè alla sua capacità di aiutare il corpo a eliminare liquidi in eccesso.
Studio EDIFY: ivabradina e insufficienza cardiaca con funzione conservata
Lo studio EDIFY ha valutato se ridurre la frequenza cardiaca con ivabradina potesse migliorare la condizione di pazienti con insufficienza cardiaca e funzione del cuore conservata.
- La riduzione della frequenza cardiaca è stata significativa, ma non ha portato a miglioramenti nella funzione cardiaca, nella capacità di esercizio o nei biomarcatori.
- Il farmaco si è dimostrato sicuro, ma senza benefici evidenti in questo gruppo di pazienti.
In conclusione
Il congresso HEART FAILURE 2017 ha presentato importanti studi che mostrano come molte terapie nuove per l'insufficienza cardiaca acuta e cronica non abbiano ancora dimostrato benefici chiari in termini di sopravvivenza o miglioramento clinico. Tuttavia, alcuni farmaci come l'empagliflozin mostrano effetti promettenti sulla funzione renale e la qualità di vita, mentre nuove strategie come il fattore di crescita insulino-simile potrebbero aprire la strada a future terapie. Questi risultati sottolineano l'importanza di continuare la ricerca per trovare trattamenti efficaci e sicuri per chi soffre di insufficienza cardiaca.