Che cosa è stato studiato
Alcuni farmaci chiamati inibitori del recettore PCSK9 possono ridurre molto i livelli di colesterolo LDL, noto come "colesterolo cattivo". Si è ipotizzato che questi bassi livelli di LDL o gli stessi farmaci possano influenzare negativamente le capacità mentali, come la memoria o la velocità di pensiero.
Come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 1204 pazienti che assumevano già statine, un tipo di farmaco per il colesterolo. A metà di questi pazienti è stato aggiunto evolocumab, un inibitore del PCSK9, mentre l'altra metà ha ricevuto un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo.
La funzione cognitiva è stata valutata con test specifici chiamati Cambridge Neuropsychological Test Battery, che misurano diverse abilità mentali come la memoria, la velocità di elaborazione e le funzioni esecutive (capacità di pianificare e organizzare).
I test sono stati fatti all'inizio dello studio, dopo 24 settimane, a un anno e alla fine dello studio, che è durato circa 19 mesi.
Risultati principali
- Non sono state trovate differenze significative nella funzione cognitiva tra il gruppo che ha ricevuto evolocumab e quello con placebo.
- Le capacità di memoria, velocità mentale e funzioni esecutive sono rimaste simili in entrambi i gruppi.
- Non è stata trovata alcuna relazione tra i livelli di colesterolo LDL e i cambiamenti nelle capacità cognitive.
Che cosa significa tutto questo
Questi risultati indicano che ridurre molto il colesterolo LDL con evolocumab, in aggiunta alle statine, non sembra causare problemi alle funzioni mentali nel periodo di osservazione di circa un anno e mezzo.
In conclusione
Lo studio EBBINGHAUS ha dimostrato che l’uso di evolocumab per abbassare il colesterolo LDL non influenza negativamente le capacità cognitive rispetto al placebo. Questo è un risultato rassicurante per chi utilizza questi trattamenti per controllare il colesterolo.