Che cos'è lo shock distributivo
Lo shock distributivo è una situazione in cui il sangue non riesce a mantenere una pressione adeguata per far arrivare ossigeno e nutrienti agli organi. Questo può succedere anche se il cuore funziona bene, perché i vasi sanguigni si dilatano troppo.
Il problema del trattamento attuale
Quando la pressione rimane bassa nonostante l'uso di vasocostrittori (farmaci che restringono i vasi sanguigni), la prognosi è spesso sfavorevole, con un rischio di morte superiore al 50% entro 30 giorni. I farmaci usati finora sono principalmente due tipi:
- Catecolamine, come la noradrenalina
- Vasopressina
Entrambi hanno una finestra terapeutica stretta, cioè devono essere usati con molta attenzione per evitare effetti collaterali.
Lo studio ATHOS-3
Il trial ATHOS-3 ha testato un nuovo farmaco, l'angiotensina II (AT II), in pazienti con shock distributivo che già ricevevano alte dosi di vasocostrittori. Lo scopo era capire se l'AT II potesse aumentare la pressione arteriosa e permettere di ridurre le dosi degli altri farmaci.
I pazienti inclusi avevano una pressione arteriosa media tra 55 e 70 mmHg e ricevevano noradrenalina a dosi elevate da almeno 6 ore. Sono stati divisi in due gruppi, uno ha ricevuto AT II e l'altro un placebo, senza che né i medici né i pazienti sapessero chi riceveva cosa (studio "doppio cieco").
Risultati principali
- Il 69,9% dei pazienti trattati con AT II ha raggiunto un aumento della pressione arteriosa media di almeno 10 mmHg o un valore minimo di 75 mmHg entro 3 ore, rispetto al 23,4% nel gruppo placebo.
- Nei primi 3 ore, l'aumento medio della pressione arteriosa è stato di 12,5 mmHg con AT II contro 2,9 mmHg con placebo.
- A 48 ore, i pazienti trattati con AT II hanno mostrato un miglioramento maggiore nella funzione cardiovascolare, valutata con un punteggio specifico chiamato SOFA.
- La mortalità a 28 giorni è stata del 46% nel gruppo AT II e del 54% nel gruppo placebo, ma questa differenza non è risultata statisticamente significativa.
- Gli effetti collaterali sono stati simili nei due gruppi.
In conclusione
Lo studio ATHOS-3 ha dimostrato che l'angiotensina II può aumentare efficacemente la pressione arteriosa in pazienti con shock distributivo che non rispondono ai trattamenti tradizionali. Questo permette di ridurre la dose degli altri farmaci vasocostrittori, senza aumentare gli effetti collaterali. Questi risultati aprono nuove possibilità per il trattamento di una condizione molto grave.