CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 28/05/2018 Lettura: ~2 min

Efficacia di valsartan e fimasartan nel controllo della pressione centrale e cerebrale in pazienti ipertesi con ictus

Fonte
Choi MH et al. Sci Rep 2018;8(1):1556.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Mauro Contini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1185 Sezione: 52

Introduzione

Questo studio ha confrontato l'effetto di diversi farmaci per l'ipertensione sul controllo della pressione sanguigna e altri parametri importanti nel cervello e nel cuore di pazienti che hanno avuto un ictus. I risultati aiutano a capire quali trattamenti possono essere più efficaci e sicuri in queste situazioni.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha valutato l'effetto di tre farmaci anti-ipertensivi: atenololo, valsartan e fimasartan in pazienti con pressione alta e precedenti episodi di ictus cerebrale.

Tutti i pazienti hanno ricevuto uno di questi trattamenti per 12 settimane. Durante questo periodo sono stati misurati diversi parametri:

  • la pressione arteriosa al braccio (misurazione comune)
  • la pressione arteriosa centrale (più vicina al cuore e al cervello)
  • parametri che indicano la salute dei vasi cerebrali
  • un marcatore nel sangue chiamato NT-proBNP, che riflette lo stress sul cuore

Risultati principali

Anche se la pressione al braccio si è ridotta in modo simile con tutti e tre i farmaci, ci sono stati risultati diversi per la pressione centrale e i parametri cerebrali:

  • Con valsartan e fimasartan (che appartengono alla famiglia degli antagonisti del recettore dell'angiotensina II), la pressione arteriosa centrale è risultata significativamente più bassa rispetto all'atenololo.
  • L'indice chiamato augmentation index, che indica la rigidità delle arterie e la pressione che il cuore deve affrontare, era minore con valsartan e fimasartan rispetto ad atenololo.
  • La pulsatilità cerebrale, cioè la variazione del flusso sanguigno nel cervello, è stata ridotta con valsartan e fimasartan ma non con atenololo, segnalando un migliore controllo del flusso cerebrale.
  • Il livello di NT-proBNP, che può indicare stress o danno cardiaco, è diminuito di più con valsartan e fimasartan rispetto ad atenololo.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che i farmaci valsartan e fimasartan possono offrire benefici aggiuntivi rispetto all'atenololo per pazienti con ipertensione e precedenti ictus ischemici. In particolare, migliorano il controllo della pressione sanguigna nelle arterie centrali e cerebrali, che è importante per proteggere il cuore e il cervello.

In conclusione

Lo studio mostra che, pur avendo tutti e tre i farmaci un effetto simile sulla pressione misurata al braccio, valsartan e fimasartan migliorano in modo più efficace la pressione e il flusso sanguigno nel cuore e nel cervello. Questo può essere particolarmente utile per chi ha avuto un ictus e deve gestire l'ipertensione in modo sicuro ed efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Mauro Contini

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA