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Articolo per pazienti Pubblicato: 29/09/2017 Lettura: ~2 min

Durata e funzionamento dei bypass coronarici nei pazienti con diabete

Fonte
Raza S. et al. J Am Coll Cardiol. 2017 Aug 1;70(5):515-524. doi: 10.1016/j.jacc.2017.05.061.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 04/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Molti pazienti con problemi al cuore e diabete devono sottoporsi a un intervento chiamato bypass aorto-coronarico (CABG) per migliorare il flusso di sangue al cuore. È importante capire come i vasi usati per il bypass funzionano nel tempo, soprattutto nei pazienti con diabete. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio che ha confrontato due tipi di vasi usati per il bypass e come si comportano nel tempo in persone con e senza diabete.

Che cosa significa il bypass aorto-coronarico (CABG)

Il CABG è un intervento chirurgico che crea nuovi passaggi per il sangue al cuore, usando vasi prelevati da altre parti del corpo. Questi vasi si chiamano graft. I due tipi più usati sono:

  • Arteria mammaria interna (un vaso sanguigno che si trova nel torace)
  • Vena safena (una vena della gamba)

Perché il diabete è importante

Circa la metà delle persone che fanno questo intervento hanno il diabete, una condizione che può accelerare i problemi ai vasi sanguigni. Per questo motivo, si pensa che i graft potrebbero durare meno nei pazienti con diabete.

Cosa ha studiato la ricerca

Lo studio ha analizzato quasi 16.000 pazienti operati tra il 1972 e il 2011. Tra questi, circa 1.400 avevano il diabete e prendevano medicine per controllarlo. I medici hanno controllato i graft con esami speciali (angiografie) un anno dopo l’intervento e poi in seguito se comparivano sintomi di problemi al cuore.

Risultati principali

  • Arteria mammaria interna: il suo funzionamento è rimasto molto buono nel tempo, sia nei pazienti con diabete che in quelli senza. Dopo 1, 5, 10 e anche 20 anni, la maggior parte di questi graft erano ancora aperti e funzionanti (circa il 95-97%).
  • Vena safena: questi graft tendono a chiudersi o a restringersi più spesso nel tempo, sia nei pazienti con diabete che in quelli senza. Dopo 20 anni, meno della metà erano ancora aperti (circa il 40-42%).

Significato dei risultati

Il diabete non sembra ridurre la durata dei graft usati per il bypass, in particolare quelli fatti con l’arteria mammaria interna. Anzi, questi ultimi funzionano molto bene anche nei pazienti con diabete per molti anni.

Per questo motivo, i medici preferiscono usare l’arteria mammaria interna per il bypass, sia nei pazienti con diabete che in quelli senza, perché garantisce una migliore durata nel tempo.

In conclusione

In sintesi, nei pazienti con diabete che devono fare un bypass al cuore, i vasi usati per il bypass, soprattutto l’arteria mammaria interna, funzionano bene e durano a lungo. Il diabete non riduce la durata di questi vasi, quindi è importante scegliere con cura il tipo di vaso per garantire i migliori risultati nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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