Che cosa ha studiato il trial POISE P2
Il trial POISE P2 ha esaminato l'effetto dell'aspirina assunta intorno al momento dell'intervento chirurgico (periodo perioperatorio) in pazienti con una storia di intervento coronarico percutaneo (PCI), cioè un trattamento per problemi alle arterie del cuore.
I pazienti coinvolti avevano almeno 45 anni, avevano o erano a rischio di malattia delle arterie e dovevano sottoporsi a un intervento chirurgico non cardiaco.
Come è stato condotto lo studio
- Oltre 10.000 pazienti sono stati divisi in due gruppi: uno ha assunto aspirina e l'altro un placebo (una pillola senza principio attivo).
- L'aspirina o il placebo sono stati dati entro 4 ore prima dell'intervento e continuati durante tutto il periodo perioperatorio.
- Tra questi, circa 470 avevano già subito un PCI.
Risultati principali
- Nei pazienti con PCI pregresso, l'aspirina ha ridotto significativamente il rischio di infarto del miocardio (attacco di cuore) entro 30 giorni dall'intervento.
- Per ogni 1000 pazienti con PCI, l'aspirina ha prevenuto circa 59 infarti.
- Tuttavia, l'aspirina ha causato circa 8 casi di sanguinamenti maggiori per ogni 1000 pazienti.
- Nei pazienti senza PCI precedente, questi benefici non sono stati osservati in modo chiaro.
Rischi di sanguinamento
L'aumento del rischio di sanguinamento grave nei pazienti con PCI non è risultato certo, mentre nella popolazione generale l'aspirina ha aumentato leggermente il rischio di sanguinamento maggiore.
In conclusione
Per i pazienti che hanno già avuto un intervento coronarico, assumere aspirina durante il periodo perioperatorio di un intervento non cardiaco sembra offrire più benefici, come la prevenzione di infarti, rispetto ai rischi di sanguinamento. Invece, per chi non ha avuto un intervento coronarico, i vantaggi dell'aspirina non sono altrettanto evidenti.