Chi sono i pazienti studiati
Lo studio ha considerato pazienti con malattie del cuore molto anziani, in particolare quelli con più di 85 anni, con un'età media di 88 anni. Questi pazienti avevano un infarto chiamato STEMI, che è un tipo grave di infarto con un particolare segno all’elettrocardiogramma.
Che cos’è l’angioplastica primaria
L’angioplastica primaria è un trattamento che serve a riaprire rapidamente le arterie del cuore bloccate durante un infarto. Viene fatta entro 12 ore dall’inizio dei sintomi per cercare di salvare il cuore.
Risultati principali dello studio
- Il 19% dei pazienti è deceduto durante il ricovero ospedaliero.
- Tra i pazienti che sono usciti dall’ospedale, il 31% è deceduto nel tempo successivo (seguendo i pazienti per circa 2 anni e mezzo).
- Il 54% è stato ricoverato di nuovo per problemi legati al cuore.
Fattori che aumentano il rischio di morte o complicazioni
- Età superiore a 90 anni.
- Diabete.
- Funzione ridotta del ventricolo sinistro, cioè una parte importante del cuore che pompa il sangue.
- Uso di un dispositivo chiamato contropulsatore aortico durante il ricovero.
- Insufficienza renale cronica, cioè problemi ai reni che durano nel tempo.
- Alto rischio di sanguinamento.
- Infarto che colpisce la parte anteriore del cuore.
Significato dei risultati
Lo studio mostra che l’angioplastica primaria è una procedura sicura ed efficace anche negli anziani molto anziani con infarto STEMI. Questi pazienti hanno una buona possibilità di sopravvivere a lungo termine, anche se la sopravvivenza è inferiore rispetto ai pazienti più giovani.
È importante sapere che molti di questi pazienti possono aver bisogno di un nuovo ricovero per problemi cardiaci dopo l’evento iniziale.
In conclusione
L’angioplastica primaria è un trattamento utile e sicuro per gli anziani molto anziani con infarto STEMI. Anche se il rischio di complicazioni e di mortalità è più alto rispetto ai pazienti più giovani, molti pazienti riescono a vivere a lungo dopo il trattamento. Tuttavia, è frequente la necessità di ulteriori ricoveri per problemi legati al cuore.