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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/11/2017 Lettura: ~2 min

Un nuovo indicatore di rischio di aritmie nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica

Fonte
Dinshaw L et al. Clin Res Cardiol. 2017 Epub ahead of print Sep 30. doi: 10.1007/s00392-017-1164-4.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La cardiomiopatia ipertrofica è una condizione del cuore che può aumentare il rischio di aritmie pericolose, cioè alterazioni del ritmo cardiaco che possono portare a eventi gravi come la morte improvvisa. Recenti studi hanno identificato un possibile nuovo indicatore, chiamato intervallo TpTe, che potrebbe aiutare a riconoscere meglio chi è a rischio.

Che cos'è la cardiomiopatia ipertrofica e il rischio aritmico

La cardiomiopatia ipertrofica è una malattia in cui il muscolo del cuore diventa più spesso del normale. Questo può causare problemi nel modo in cui il cuore batte, aumentando il rischio di aritmie ventricolari, cioè alterazioni del ritmo che partono dalle camere inferiori del cuore. Queste aritmie possono portare a morte cardiaca improvvisa.

Cos'è l'intervallo TpTe

L'intervallo TpTe è una misura che si può ricavare dall'elettrocardiogramma (ECG), un esame semplice che registra l'attività elettrica del cuore. In particolare, TpTe indica il tempo tra il picco e la fine dell'onda T, che rappresenta la fase di rilassamento del muscolo cardiaco. Un intervallo TpTe più lungo potrebbe riflettere un cuore più suscettibile a sviluppare aritmie.

Lo studio sui pazienti con defibrillatore impiantabile

  • Lo studio ha coinvolto 40 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, principalmente uomini, con un'età media di circa 51 anni.
  • Tutti avevano un defibrillatore impiantabile (ICD), un dispositivo che può riconoscere e trattare le aritmie pericolose.
  • È stato misurato l'intervallo TpTe tramite ECG e sono stati monitorati gli eventi aritmici durante un periodo medio di circa 3 anni e mezzo.

Risultati principali

  • In 7 pazienti (17,5%) sono state rilevate aritmie ventricolari correttamente trattate dal defibrillatore.
  • Questi pazienti avevano un intervallo TpTe significativamente più lungo rispetto a chi non ha avuto aritmie (circa 101 ms contro 80 ms).
  • Un intervallo TpTe più lungo era associato a un aumento del rischio di aritmie: ogni aumento di 10 millisecondi aumentava il rischio del 63%.
  • Nessun evento aritmico è stato osservato nei pazienti con TpTe pari o inferiore a 78 ms.

Implicazioni dello studio

Questi risultati suggeriscono che un intervallo TpTe prolungato può essere un marker, cioè un segnale utile per identificare i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica a maggior rischio di aritmie ventricolari e quindi di morte improvvisa.

Questo indicatore potrebbe aiutare i medici a migliorare la valutazione del rischio e a decidere le strategie più adatte per la prevenzione.

In conclusione

Un intervallo TpTe più lungo, misurato con un semplice elettrocardiogramma, sembra indicare un rischio più alto di aritmie pericolose nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica. Questo nuovo indicatore potrebbe aiutare a individuare meglio chi necessita di un monitoraggio più attento o di trattamenti specifici per prevenire eventi gravi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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