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Articolo per pazienti Pubblicato: 14/12/2017 Lettura: ~3 min

Quando gli effetti collaterali possono influire sul successo di una terapia

Fonte
Gianfranco Parati, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano Bicocca, Milano

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gianfranco Parati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

In questo testo parliamo di come alcuni effetti collaterali, spesso sottovalutati, possano influenzare la riuscita di un trattamento medico. È importante conoscere questi aspetti per migliorare la qualità della cura e il benessere del paziente.

Che cosa è successo al paziente

Un uomo di 64 anni con pressione alta moderata era in cura con un farmaco combinato (telmisartan/idroclorotiazide). Aveva anche un lieve ispessimento del cuore e una piccola quantità di proteine nelle urine, segni di possibile danno. Non aveva mai avuto eventi gravi, ma conduceva uno stile di vita poco sano, con stress, poca attività fisica e dieta irregolare. Questo aveva portato a una sindrome metabolica e a un aumento di peso importante (obesità).

Il paziente lamentava frequenti palpitazioni e un elettrocardiogramma (ECG) con registrazione continua aveva mostrato molte extrasistoli ventricolari, cioè battiti cardiaci extra anomali. Per questo motivo, il medico aveva aggiunto un beta-bloccante chiamato atenololo, che agisce sia sulla pressione sia sulle aritmie. Il paziente aveva subito un miglioramento delle palpitazioni.

Cosa è cambiato dopo 6 mesi

Alla visita di controllo, la pressione era sotto controllo, ma alcuni esami del sangue mostravano un aumento dello zucchero nel sangue (emoglobina glicata passata da 5,6% a 6,4%), segno di possibile sviluppo di diabete. Inoltre, le extrasistoli non erano diminuite significativamente.

Il medico aveva pensato di aumentare la dose di atenololo, ma il paziente aveva espresso disagio, ammettendo di aver saltato alcune dosi perché aveva notato un calo delle sue prestazioni sessuali. Questo effetto collaterale lo aveva preoccupato molto, tanto da influire anche sull’assunzione degli altri farmaci.

La modifica della terapia

Il medico ha deciso quindi di cambiare il beta-bloccante, sostituendo atenololo con nebivololo, un farmaco simile ma con minori effetti negativi sulla funzione sessuale. Ha spiegato che nebivololo è importante per controllare le extrasistoli e ha un minor rischio di causare disfunzione erettile.

Inoltre, nebivololo può aiutare a mantenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue, rallentando l’aumento dell’emoglobina glicata e riducendo il rischio di sviluppare diabete, un problema che può essere favorito dai beta-bloccanti tradizionali. Questo farmaco ha anche effetti positivi sul metabolismo dei grassi e dello zucchero, e tende a non causare aumento di peso.

Perché nebivololo è diverso

  • Effetto vasodilatatore: aiuta a dilatare i vasi sanguigni, migliorando la circolazione.
  • Minore rischio di disfunzione erettile: grazie a un meccanismo che coinvolge l’ossido nitrico, importante per la funzione sessuale.
  • Migliore controllo del metabolismo: aiuta a mantenere stabili zuccheri e grassi nel sangue.
  • Riduce il rischio di aumento di peso: un problema comune con altri beta-bloccanti.

Questi aspetti sono importanti per garantire che il paziente segua correttamente la terapia e ne tragga il massimo beneficio, soprattutto in chi ha un rischio cardiovascolare elevato.

In conclusione

Gli effetti collaterali, come la disfunzione erettile o l’aumento dello zucchero nel sangue, possono influire negativamente sulla continuità e sull’efficacia di un trattamento. Scegliere un farmaco con un profilo più favorevole, come il nebivololo, può migliorare la tollerabilità e aiutare a mantenere sotto controllo sia la pressione sia le aritmie, riducendo anche il rischio di complicazioni metaboliche.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gianfranco Parati

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