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Articolo per pazienti Pubblicato: 08/01/2018 Lettura: ~2 min

Omega-3 e rischio di morte cardiaca: cosa dice la ricerca

Fonte
Maki KC et al. J Clin Lipidol. 2017 Oct;11:1152-1160.e2. doi: 10.1016/j.jacl.2017.07.010.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Gli acidi grassi omega-3 sono spesso discussi per i loro possibili benefici sulla salute del cuore. Qui spieghiamo in modo semplice cosa emerge da uno studio che ha esaminato come l'assunzione di omega-3 possa influenzare il rischio di morte causata da problemi cardiaci.

Che cosa ha studiato la ricerca

La ricerca ha raccolto e analizzato dati da 14 studi clinici, in cui i partecipanti hanno assunto integratori di omega-3 per almeno 6 mesi. In totale, sono stati considerati i dati di 71.899 persone.

Cosa sono gli omega-3

Gli omega-3 sono un tipo di grassi buoni, chiamati acidi grassi poli-insaturi, che si trovano in alcuni pesci e alimenti. Due tipi importanti sono l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA).

Risultati principali

  • Chi assumeva omega-3 aveva un rischio di morte cardiaca inferiore dell'8% rispetto a chi non li assumeva.
  • Questo significa che c'è una riduzione modesta ma significativa del rischio di morire per problemi al cuore.
  • L'effetto protettivo era più evidente quando venivano assunti dosi superiori a 1 grammo al giorno di EPA e DHA.
  • Inoltre, chi aveva un rischio più alto di problemi cardiaci, come chi aveva già malattie del cuore o livelli elevati di trigliceridi o colesterolo LDL, beneficiava maggiormente.

Cosa significa tutto questo

Questi risultati suggeriscono che l'assunzione di integratori di omega-3 può aiutare a ridurre il rischio di morte per malattie cardiache, soprattutto in persone con fattori di rischio elevati. Tuttavia, la riduzione del rischio è moderata.

In conclusione

La supplementazione con acidi grassi omega-3, in particolare EPA e DHA a dosi adeguate, è associata a una riduzione significativa ma modesta del rischio di morte cardiaca. Questo beneficio è più evidente in persone con un rischio maggiore di malattie cardiache.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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