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Articolo per pazienti Pubblicato: 22/01/2018 Lettura: ~2 min

Effetti della ranolazina nella cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva: risultati dello studio RESTYLE-HCM

Fonte
Iacopo Olivotto - doi: 10.1161/CIRCHEARTFAILURE.117.004124.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha valutato l'effetto di un farmaco chiamato ranolazina in persone con una particolare malattia del cuore chiamata cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva. L'obiettivo era capire se questo trattamento potesse migliorare la capacità di esercizio e altri aspetti legati alla salute del cuore.

Che cos'è lo studio RESTYLE-HCM

Lo studio ha coinvolto 80 adulti con cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva, una condizione in cui il muscolo del cuore è ispessito senza ostruire il flusso sanguigno. I partecipanti avevano un'età media di 53 anni e includevano 34 donne.

I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale: uno ha ricevuto ranolazina (1000 mg due volte al giorno) e l'altro un placebo, cioè una sostanza senza principio attivo, per 5 mesi. Lo studio era "doppio cieco", quindi né i pazienti né i medici sapevano chi riceveva il farmaco vero o il placebo, per garantire risultati imparziali.

Cosa è stato misurato

  • VO2 di picco: la quantità massima di ossigeno utilizzata durante l'esercizio, che indica la capacità di sforzo del cuore e dei polmoni.
  • Rapporto E/E': un parametro ecocardiografico che aiuta a valutare la funzione del cuore, in particolare la pressione nella parte sinistra del cuore.
  • Livelli di BNP: una sostanza nel sangue che aumenta quando il cuore è sotto stress.
  • Profilo aritmico all'Holter 24 ore: monitoraggio continuo del ritmo cardiaco per individuare eventuali battiti irregolari.
  • Qualità della vita: come i pazienti percepiscono il loro benessere generale.

Risultati principali

Il farmaco ranolazina è risultato sicuro e ben tollerato dai pazienti.

Non è stata osservata una differenza significativa nella capacità di esercizio (VO2 di picco) tra chi ha preso ranolazina e chi ha ricevuto placebo dopo 5 mesi.

Tuttavia, il trattamento con ranolazina ha ridotto in modo significativo la frequenza di alcuni battiti cardiaci anomali, detti extrasistoli ventricolari, rispetto al placebo.

Non sono state invece trovate differenze importanti nei livelli di BNP, nel rapporto E/E' o nella qualità della vita tra i due gruppi.

In conclusione

La ranolazina è un farmaco sicuro per chi ha cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva. Anche se non ha migliorato la capacità di esercizio o altri parametri come la funzione cardiaca e la qualità della vita, ha mostrato un effetto positivo nel ridurre alcune irregolarità del battito cardiaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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