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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/01/2018 Lettura: ~3 min

La matematica non è un opinione

Fonte
Claudio Ferri, Università dell'Aquila, Cattedra e Scuola di Medicina Interna - Università dell'Aquila, UOC Medicina Interna e Nefrologia - Ospedale San Salvatore, Coppito - AQ

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Claudio Ferri Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1186 Sezione: 52

Introduzione

Questo caso clinico riguarda un uomo di 81 anni con diverse condizioni di salute croniche. Vedremo come i medici valutano e gestiscono la sua terapia, tenendo conto delle sue malattie e dei farmaci che assume. L'obiettivo è comprendere perché alcune scelte terapeutiche sono appropriate e altre no, sempre basandosi su evidenze scientifiche.

Profilo del paziente

Si tratta di un uomo di 81 anni, ex professore di matematica. Ha fumato circa 15 sigarette al giorno per 35 anni, ma ha smesso da 20 anni.

Ha diverse malattie croniche:

  • Cardiopatia ipertensiva, cioè problemi al cuore causati dall'ipertensione, curata con due farmaci: zofenopril (15 mg una compressa al giorno) e nebivololo (5 mg al giorno).
  • BPCO di grado lieve, una malattia polmonare cronica, per cui assume un farmaco inalatorio chiamato bromuro di aclidinio (400 microgrammi).
  • Diabete mellito di tipo II, trattato con insulina: insulina glulisina (dosi variabili tre volte al giorno) e insulina glargine (una volta la sera).

Domanda 1: Va cambiata la terapia a causa della BPCO?

La presenza di BPCO non richiede necessariamente di modificare la terapia con beta-bloccanti come il nebivololo. Infatti, le linee guida indicano che solo in caso di asma o blocco atrioventricolare di grado avanzato è necessario evitare i beta-bloccanti. La BPCO, soprattutto se lieve, non è una controindicazione assoluta, soprattutto con beta-bloccanti che aiutano anche a dilatare i vasi, come il nebivololo.

Domanda 2: Va cambiata la terapia a causa della vasculopatia aterosclerotica?

Il paziente presenta placche calcifiche nelle arterie periferiche e carotidi, segno di aterosclerosi. Sebbene non abbia sintomi evidenti, la presenza di queste placche e delle sue altre malattie aumenta il rischio di problemi cardiovascolari.

Le linee guida suggeriscono di aggiungere l'acido acetilsalicilico (ASA) a basse dosi (100 mg al giorno) per ridurre il rischio di eventi come infarti o ictus, a meno che non ci siano controindicazioni come problemi gastrici. Nel caso di questo paziente, che non ha storia di problemi gastrici, l'aggiunta di ASA è consigliata.

Domanda 3: Va cambiato lo zofenopril con un altro ACE-inibitore?

Il paziente è stato ricoverato per un episodio di infarto miocardico senza sopraslivellamento del tratto ST (NSTEMI) e ha ricevuto una terapia antitrombotica intensiva. La funzione cardiaca si è poi migliorata.

Lo zofenopril, un ACE-inibitore, è risultato efficace in questo contesto e non è necessario sostituirlo con un altro farmaco simile. Cambiare ACE-inibitore non è supportato da evidenze scientifiche e non è richiesto.

Situazione finale e terapia attuale

Il paziente è tornato a casa con un buon controllo della glicemia e della pressione arteriosa. Il colesterolo LDL è stato portato a valori molto bassi (meno di 50 mg/dL).

Si è deciso di ridurre la dose di atorvastatina (farmaco per il colesterolo) a 40 mg al giorno e di continuare la terapia precedente all'episodio, aggiungendo ranitidina (farmaco che protegge lo stomaco) e acido acetilsalicilico (ASA) 100 mg la sera.

In conclusione

La gestione di questo paziente con più malattie croniche richiede attenzione e conoscenza delle linee guida.

  • La presenza di BPCO lieve non impedisce l'uso di beta-bloccanti vasodilatatori come il nebivololo.
  • La vasculopatia aterosclerotica richiede l'aggiunta di acido acetilsalicilico per ridurre il rischio di eventi cardiovascolari.
  • Non è necessario cambiare lo zofenopril, che è efficace e sicuro nel contesto del suo infarto recente.

Queste scelte sono basate su dati scientifici e linee guida riconosciute, dimostrando che la medicina si fonda su evidenze precise e non su opinioni.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Claudio Ferri

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