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Articolo per pazienti Pubblicato: 15/02/2018 Lettura: ~2 min

Emotrasfusioni nei pazienti sottoposti a cardiochirurgia: quando trasfondere?

Fonte
Mazer CD. N Engl J Med 2017;377(22):2133-44. doi: 10.1056/NEJMoa1711818.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Nei pazienti che devono affrontare un intervento di cardiochirurgia, spesso si rende necessaria una trasfusione di sangue. Tuttavia, ci sono opinioni diverse su quando e quanto trasfondere, per bilanciare i benefici e i rischi. Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio importante che ha confrontato due strategie di trasfusione.

Che cosa significa trasfusione in cardiochirurgia

La trasfusione consiste nel trasferire sangue o sue parti da una persona a un'altra. In cardiochirurgia, cioè durante interventi al cuore, può essere necessaria per aiutare il paziente a mantenere un livello adeguato di emoglobina (Hb), una proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue.

Le due strategie a confronto

Gli esperti hanno studiato due modi diversi di decidere quando trasfondere:

  • Strategia restrittiva: trasfusioni solo se l'emoglobina scende sotto 7,5 g/dl;
  • Strategia meno restrittiva: trasfusioni se l'emoglobina scende sotto 9,5 g/dl in sala operatoria o terapia intensiva, o sotto 8,5 g/dl nei reparti di degenza.

Lo studio e i suoi risultati

Lo studio ha coinvolto 5243 pazienti con rischio moderato-alto di complicazioni durante l'intervento al cuore. I ricercatori hanno confrontato i risultati delle due strategie, valutando un insieme di eventi gravi come:

  • morte per qualsiasi causa,
  • infarto del cuore,
  • ictus (problemi al cervello causati da mancanza di sangue),
  • insufficienza renale grave che richiede dialisi.

I risultati principali sono stati:

  • L'11,4% dei pazienti con la strategia restrittiva ha avuto uno di questi eventi, contro il 12,5% con la strategia meno restrittiva. Questa differenza dimostra che la strategia restrittiva non è peggiore.
  • La mortalità è stata simile: 3% nel gruppo restrittivo e 3,6% nell'altro.
  • Il numero di trasfusioni è stato significativamente più basso con la strategia restrittiva (52,3% dei pazienti) rispetto all'altra (72,6%).

Cosa significa tutto questo

Limitare le trasfusioni solo quando l'emoglobina scende sotto un livello più basso non aumenta il rischio di problemi gravi o di morte. Inoltre, si riduce il numero di trasfusioni necessarie, evitando potenziali rischi legati alla trasfusione stessa.

In conclusione

Per i pazienti sottoposti a interventi al cuore con rischio moderato-alto, una strategia più prudente che limita le trasfusioni a livelli più bassi di emoglobina è sicura e efficace. Questo approccio aiuta a ridurre il numero di trasfusioni senza aumentare il rischio di complicazioni gravi o di morte.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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