Che cosa significa avere una coronaropatia multivasale durante un infarto STEMI
In circa il 40-60% delle persone con infarto STEMI, non è solo un'arteria del cuore ad essere danneggiata, ma più arterie presentano restringimenti importanti (stenosi). Questo rende la prognosi più difficile rispetto a chi ha un solo vaso malato.
Le strategie di trattamento della rivascolarizzazione
Dopo aver trattato l'arteria responsabile dell'infarto, chiamata arteria culprit, è importante decidere come intervenire sugli altri restringimenti. Le opzioni principali sono:
- Trattare tutte le arterie con restringimenti critici durante la stessa procedura di angioplastica.
- Trattare solo l'arteria culprit durante la prima procedura, e poi le altre stenosi in un secondo momento, con una seconda procedura.
- Trattare solo l'arteria culprit e intervenire sulle altre solo se si evidenzia una riduzione del flusso di sangue (ischemia) residua, spontanea o dopo test specifici.
Risultati della metanalisi
Una metanalisi ha confrontato 11 studi con un totale di 3150 pazienti per capire quale strategia fosse più efficace e sicura. Gli aspetti valutati sono stati:
- Efficacia: riduzione di morte o nuovo infarto.
- Sicurezza: rischio di problemi ai reni causati dal mezzo di contrasto usato durante l’angioplastica, ictus e sanguinamenti importanti.
I risultati principali sono stati:
- La rivascolarizzazione di tutte le arterie con stenosi critiche in una sola procedura ha ridotto significativamente il rischio di morte o nuovo infarto rispetto al trattamento della sola arteria culprit.
- La rivascolarizzazione in due tempi non ha mostrato una riduzione significativa di questi rischi rispetto al trattamento della sola arteria culprit.
- Entrambe le strategie che prevedono il trattamento di più arterie hanno ridotto la necessità di dover fare un nuovo intervento.
- Non sono state osservate differenze importanti nei rischi di complicanze come problemi renali, ictus o sanguinamenti tra le diverse strategie.
In conclusione
Questa analisi suggerisce che, nei pazienti con infarto STEMI e problemi in più arterie del cuore, è preferibile trattare tutte le arterie con restringimenti gravi durante la stessa procedura di angioplastica. Questo approccio riduce il rischio di morte o nuovo infarto senza aumentare i rischi di complicanze importanti.