Che cos'è lo studio COMPASS
Lo studio COMPASS ha coinvolto 6.391 pazienti con arteriopatia periferica, una condizione in cui le arterie delle gambe sono ristrette o bloccate, causando problemi di circolazione.
I partecipanti sono stati divisi in tre gruppi per ricevere:
- una combinazione di rivaroxaban a basso dosaggio (2,5 mg due volte al giorno) e aspirina;
- solo rivaroxaban;
- solo aspirina.
L'obiettivo era capire quale trattamento fosse più efficace nel prevenire eventi gravi come infarti, ictus, amputazioni o ricoveri.
Risultati principali dello studio
I ricercatori hanno osservato che alcuni fattori aumentano il rischio di eventi gravi agli arti inferiori, chiamati MALE (eventi avversi maggiori agli arti inferiori). Questi fattori includono:
- sintomi gravi di scarsa circolazione al momento dell'inizio dello studio;
- amputazioni precedenti del piede;
- interventi chirurgici o procedure per migliorare la circolazione alle gambe;
- essere trattati solo con aspirina.
Al contrario, il diabete, il fumo, il sesso femminile e una storia di problemi cardiaci non sono risultati fattori indipendenti di rischio per questi eventi.
Durante il periodo di osservazione di circa 21 mesi, 128 pazienti hanno avuto un evento grave agli arti inferiori. Questi pazienti avevano un rischio molto più alto di:
- ricoveri ospedalieri (oltre il 95% entro un anno);
- amputazioni (circa il 23%);
- decesso (circa il 9%).
Benefici della combinazione di rivaroxaban e aspirina
Rispetto all'aspirina da sola, la combinazione di rivaroxaban e aspirina ha mostrato una riduzione significativa di:
- eventi gravi agli arti inferiori (MALE) del 43%;
- amputazioni vascolari totali del 58%;
- interventi per migliorare la circolazione alle gambe del 24%;
- tutti gli eventi legati alla circolazione periferica del 24%.
In conclusione
Lo studio COMPASS dimostra che, in pazienti con arteriopatia periferica, la combinazione di rivaroxaban a basso dosaggio e aspirina può ridurre significativamente il rischio di eventi gravi come amputazioni e ricoveri. Questi risultati offrono un importante passo avanti nella gestione di questa malattia, aiutando a proteggere la salute degli arti inferiori.