CardioLink Salute • Contenuti informativi per pazienti
Articolo per pazienti Pubblicato: 13/03/2018 Lettura: ~4 min

Effetti di nebivololo e altri beta-bloccanti sull’adattamento all’alta quota

Fonte
Parati G, Pellegrini D. Effetti di nebivololo e di altri beta-bloccanti nell’adattamento all’alta quota. Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano Bicocca, Milano; Dipartimento di Scienze Cardiovascolari, Neurologiche e Metaboliche, Ospedale San Luca, Istituto Auxologico Italiano.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Gianfranco Parati Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1187 Sezione: 52

Introduzione

Questo testo spiega come alcuni farmaci chiamati beta-bloccanti, in particolare il nebivololo e il carvedilolo, influenzano il corpo quando si sale in alta montagna. L’alta quota può causare difficoltà legate alla minore quantità di ossigeno disponibile, e questi farmaci possono modificare la risposta del cuore e della respirazione in queste condizioni. L’obiettivo è comprendere meglio i loro effetti per migliorare la sicurezza e il benessere di chi si espone a queste situazioni.

Che cosa sono nebivololo e carvedilolo

I beta-bloccanti sono farmaci usati per il cuore. Nebivololo e carvedilolo sono due tipi particolari di beta-bloccanti di "terza generazione". Oltre a rallentare il battito cardiaco, hanno un effetto che aiuta a dilatare i vasi sanguigni, cioè li rendono più larghi, migliorando il flusso del sangue.

  • Nebivololo agisce soprattutto su un tipo specifico di recettori chiamati β-1 e stimola la produzione di una sostanza chiamata ossido nitrico, che aiuta a dilatare i vasi sanguigni.
  • Carvedilolo agisce su più tipi di recettori (β-1, β-2 e α-1) e ha un effetto vasodilatatore più ampio.

Effetti in alta quota su persone sane

Quando si sale in alta montagna, l’aria ha meno ossigeno. Questo provoca nel corpo una serie di reazioni, tra cui un aumento dell’attività del sistema nervoso simpatico, che può causare aumento della pressione sanguigna e problemi come il mal di montagna o, in casi gravi, l’edema polmonare da alta quota.

Uno studio ha confrontato l’effetto di nebivololo, carvedilolo e placebo su 24 persone sane che sono salite a 4560 metri di altitudine. Ecco cosa è emerso:

  • Tutti hanno avuto un aumento della pressione sanguigna durante la notte in alta quota, ma carvedilolo ha ridotto la pressione più del placebo e del nebivololo.
  • Nebivololo ha mostrato un effetto migliore nel prevenire il cosiddetto "profilo non-dipper", cioè l’assenza del normale calo della pressione durante la notte, anche se la differenza non era statisticamente significativa.
  • Dal punto di vista della respirazione, entrambi i beta-bloccanti hanno leggermente ridotto la quantità di ossigeno nel sangue rispetto al placebo, ma nebivololo è stato meglio tollerato.

Un altro studio ha valutato come questi farmaci influenzano la capacità di fare esercizio in alta quota su 27 adulti sani. I risultati principali sono stati:

  • L’esposizione all’alta quota riduce la quantità di ossigeno nel sangue e la capacità di esercizio fisico.
  • Nebivololo ha preservato meglio la capacità di assorbire ossigeno durante l’esercizio rispetto a carvedilolo.
  • Con carvedilolo la respirazione durante lo sforzo era ridotta, mentre con nebivololo tendeva ad aumentare.
  • La frequenza cardiaca massima durante l’esercizio era più bassa con carvedilolo rispetto a nebivololo.

Effetti in alta quota su persone con scompenso cardiaco

Le persone con scompenso cardiaco, cioè con un cuore che funziona meno bene, possono avere problemi particolari quando salgono in alta quota. Il movimento dei liquidi nei polmoni e la regolazione della respirazione sono influenzati da recettori specifici che possono essere modificati dai farmaci usati per curare lo scompenso cardiaco.

Studi di laboratorio hanno simulato l’alta quota in pazienti con scompenso cardiaco e hanno confrontato gli effetti di vari beta-bloccanti:

  • Carvedilolo, che non è selettivo, ha ridotto la capacità dei polmoni di scambiare ossigeno.
  • Beta-bloccanti selettivi come nebivololo o bisoprololo non hanno causato alterazioni significative in questo scambio di ossigeno.
  • Carvedilolo ha ridotto la respirazione durante l’esercizio, ma ha migliorato l’efficienza respiratoria, cioè il modo in cui il corpo utilizza l’aria, probabilmente grazie a meccanismi particolari.

In conclusione

Il nebivololo, grazie alla sua azione selettiva e alla capacità di dilatare i vasi sanguigni, sembra offrire benefici a persone sane o con problemi cardiaci che si espongono all’alta quota, aiutando la circolazione, la respirazione e il metabolismo. Carvedilolo ha vantaggi diversi, soprattutto nell’efficienza respiratoria, ma può ridurre più la capacità di esercizio in condizioni di poco ossigeno. Questi effetti potrebbero essere utili non solo per chi va in montagna, ma anche per pazienti con difficoltà a gestire l’ossigeno a livello del mare. Tuttavia, servono studi più ampi per confermare questi risultati e capire meglio come usarli in modo sicuro e efficace.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Gianfranco Parati

Conversazione interattiva sul contenuto

discussione medico-scientifica con genIA