Che cosa succede al cuore in alta quota?
Quando si sale in alta quota, l'aria diventa più rarefatta e contiene meno ossigeno. Questa condizione si chiama ipossia ipobarica. Il corpo reagisce con diversi cambiamenti per adattarsi, come:
- aumento della frequenza cardiaca (il cuore batte più velocemente);
- innalzamento della pressione del sangue, anche nei polmoni;
- modifiche nella respirazione, che può diventare più veloce e profonda;
- possibili disturbi del sonno, come apnee respiratorie, soprattutto negli uomini.
Questi cambiamenti possono causare sintomi come stanchezza, mal di testa, nausea e difficoltà a fare esercizio fisico.
Come influisce l'alta quota su diverse malattie cardiache?
Insufficienza cardiaca
Le persone con insufficienza cardiaca spesso hanno anche altre malattie, come problemi ai polmoni o anemia, che aumentano la loro sensibilità alla mancanza di ossigeno. È importante:
- fare attenzione ai farmaci, perché alcuni possono aumentare il rischio di disidratazione o squilibri nel corpo;
- salire lentamente, non più di 300-500 metri al giorno se si supera quota 2.500 metri;
- pazienti con insufficienza cardiaca stabile di lieve o moderata gravità possono andare fino a 3.500 metri, ma con esercizio fisico moderato;
- chi ha insufficienza più grave può avere una riduzione della capacità di fare esercizio anche a 3.000 metri.
Cardiopatia ischemica (problemi di circolazione al cuore)
In persone sane, il cuore riesce ad aumentare il flusso di sangue in quota, ma chi ha problemi di circolazione può avere difficoltà. Alcune raccomandazioni sono:
- continuare sempre la terapia prescritta, soprattutto i farmaci che prevengono la formazione di coaguli;
- dopo un infarto o un intervento importante al cuore, aspettare almeno 6 mesi prima di andare in montagna;
- pazienti con basso rischio possono salire fino a 4.200 metri facendo attività leggera;
- chi ha rischio moderato dovrebbe evitare di superare i 2.500 metri e limitare l'attività fisica.
Ipertensione arteriosa (pressione alta)
La pressione del sangue tende ad aumentare in alta quota, soprattutto di notte. Le persone con pressione alta lieve o ben controllata possono andare in montagna, mentre chi ha pressione molto alta dovrebbe evitarlo. Alcuni farmaci possono funzionare meno bene in quota, quindi è importante seguire le indicazioni del medico. In particolare:
- alcuni farmaci chiamati sartani possono perdere efficacia sopra i 3.400 metri;
- combinazioni di farmaci come telmisartan e nifedipina risultano efficaci anche ad alta quota;
- i beta-bloccanti aiutano a controllare la pressione, ma è preferibile usare quelli selettivi (ad esempio nebivololo) perché influenzano meno la capacità di esercizio.
Aritmie e dispositivi impiantabili
Anche se l'alta quota può aumentare l'attività del sistema nervoso e ridurre l'ossigeno nel sangue, non è stato dimostrato un aumento significativo di aritmie gravi (battiti irregolari pericolosi). Inoltre, i dispositivi come pacemaker o defibrillatori impiantati funzionano normalmente in quota.
Cardiopatie congenite (problemi al cuore presenti dalla nascita)
Per gli adulti con queste condizioni, è importante valutare lo stato generale e la pressione nei polmoni. Alcune situazioni, come la pressione polmonare alta o il bisogno di mantenerla bassa, possono rendere pericoloso salire in quota.
Limitazioni delle raccomandazioni
Le indicazioni fornite si basano soprattutto sull'esperienza di esperti e su studi con pochi partecipanti, perché è difficile fare ricerche in alta quota su persone con malattie cardiache. Per questo, è sempre importante consultare il proprio medico prima di pianificare un viaggio in montagna.
In conclusione
Salire in alta quota con problemi cardiaci richiede attenzione e alcune precauzioni. La risposta del corpo all'aria più rarefatta può influire sul cuore e sulla pressione del sangue. In generale, chi ha condizioni stabili e ben controllate può andare in montagna seguendo consigli specifici, come salire lentamente e limitare l'attività fisica intensa. È fondamentale continuare le terapie e consultare il medico per valutare i rischi personali.