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Articolo per pazienti Pubblicato: 16/04/2018 Lettura: ~2 min

Il trattamento con ACE-inibitori o sartani riduce il rischio di fibrillazione atriale nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica

Fonte
Huang CY et al. Heart. Epub ahead of print 2018. doi: 10.1136/heartjnl-2017-312573.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Giulia Rivasi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

La fibrillazione atriale è un problema comune e serio nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, una malattia del cuore. Questo studio mostra come alcuni farmaci, chiamati ACE-inibitori e sartani, possano aiutare a ridurre il rischio di sviluppare questa aritmia, migliorando così la salute del cuore.

Che cos'è la fibrillazione atriale nella cardiomiopatia ipertrofica?

La fibrillazione atriale (FA) è un tipo di battito cardiaco irregolare che può aumentare il rischio di problemi gravi, come eventi tromboembolici (formazione di coaguli di sangue) e scompenso cardiaco (quando il cuore non funziona bene). Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, una condizione in cui il muscolo del cuore è ispessito, la FA è associata a un aumento della mortalità.

Come possono aiutare ACE-inibitori e sartani?

Questi farmaci agiscono sul sistema renina-angiotensina, una parte del corpo che regola la pressione e la funzione del cuore. Studi precedenti hanno mostrato che possono prevenire i cambiamenti nel cuore che portano alla fibrillazione atriale in diverse situazioni, ma non era chiaro se fossero efficaci anche nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica.

Lo studio e i suoi risultati

  • Sono stati analizzati 18.266 pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, senza precedente fibrillazione atriale e mai trattati con ACE-inibitori o sartani.
  • Circa la metà di questi pazienti (9.151) ha iniziato il trattamento con ACE-inibitori o sartani, mentre l'altra metà no.
  • I pazienti trattati erano in media più anziani e avevano più fattori di rischio come ipertensione, diabete e problemi ai grassi nel sangue.
  • Durante un periodo medio di 8 anni, chi assumeva questi farmaci ha mostrato un rischio minore di sviluppare fibrillazione atriale (3,16% contro 5,65%).
  • Il beneficio era maggiore in chi ha assunto i farmaci più a lungo, con una relazione chiara tra durata del trattamento e riduzione del rischio.

Cosa significa questo per i pazienti?

Il trattamento con ACE-inibitori o sartani può aiutare a prevenire la comparsa della fibrillazione atriale nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, riducendo così potenziali complicazioni legate a questa aritmia.

In conclusione

Nei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica, l'uso di ACE-inibitori o sartani è associato a una significativa riduzione del rischio di sviluppare fibrillazione atriale. Questo effetto è più evidente con un trattamento prolungato, sottolineando l'importanza di una gestione attenta e continua della malattia.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Giulia Rivasi

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