Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 17.897 pazienti con fibrillazione atriale. Tra questi, circa un terzo (32,5%) assumeva digossina al momento dell'inizio dello studio.
Risultati principali
- Non è stata trovata una relazione diretta tra l'assunzione di digossina e il rischio di morte in generale.
- Tuttavia, i pazienti con livelli di digossina nel sangue pari o superiori a 1,2 ng/ml avevano un rischio di morte più alto del 56% rispetto a chi non assumeva il farmaco.
- Ogni aumento di 0,5 ng/ml nella concentrazione di digossina nel sangue era associato a un aumento del 19% del rischio di morte.
- Questi risultati erano validi sia per i pazienti con problemi di insufficienza cardiaca sia per quelli senza.
- Inoltre, i pazienti che non assumevano digossina all'inizio, ma che hanno iniziato la terapia durante lo studio, avevano un rischio più alto di morte, compresa la morte improvvisa.
Cosa significa tutto questo
La quantità di digossina nel sangue è importante per capire il rischio di mortalità nei pazienti con fibrillazione atriale. Livelli più alti di questo farmaco possono aumentare il rischio di morte.
Inoltre, iniziare la terapia con digossina può essere associato a un aumento del rischio di morte, indipendentemente dal fatto che il paziente abbia o meno insufficienza cardiaca.
In conclusione
In persone con fibrillazione atriale, il rischio di morte è legato soprattutto alla concentrazione di digossina nel sangue. Livelli elevati di questo farmaco aumentano il rischio, mentre l'inizio della terapia con digossina può comportare un rischio maggiore di mortalità, sia in chi ha problemi di cuore sia in chi non li ha.