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Articolo per pazienti Pubblicato: 07/06/2018 Lettura: ~2 min

Confronto tra carvedilolo e metoprololo nella sopravvivenza dello scompenso cardiaco

Fonte
Studio di Tarek Ajam pubblicato su American Heart Journal, DOI: 10.1016/j.ahj.2018.01.005

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega i risultati di uno studio che ha confrontato due farmaci usati per trattare lo scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non pompa il sangue in modo efficace. L'obiettivo è capire quale dei due farmaci aiuta di più a vivere più a lungo.

Che cosa è stato studiato

Lo studio ha confrontato due medicine chiamate carvedilolo e metoprololo succinato, usate per curare persone con insufficienza cardiaca e una frazione di eiezione ridotta, cioè quando il cuore spinge meno sangue del normale.

Come è stato fatto lo studio

Sono stati osservati in totale 43.941 pazienti trattati con metoprololo e un numero uguale di pazienti trattati con carvedilolo. Si è valutata la mortalità, cioè quante persone sono decedute durante il periodo di osservazione.

Risultati principali

  • Il rischio di morte per chi assumeva metoprololo era leggermente più alto rispetto a chi assumeva carvedilolo.
  • Dopo sei anni, la probabilità di sopravvivenza era più alta nel gruppo carvedilolo (55,6%) rispetto al gruppo metoprololo (49,2%).
  • Queste differenze erano statisticamente significative, cioè non dovute al caso.

Dettagli aggiuntivi

Le differenze nella sopravvivenza erano più evidenti in alcuni gruppi di pazienti, come:

  • gli uomini;
  • le persone sia sopra che sotto i 65 anni;
  • chi ha usato la terapia per più di tre mesi;
  • i pazienti che non avevano il diabete.

In conclusione

Lo studio suggerisce che, per le persone con insufficienza cardiaca e ridotta capacità di pompaggio del cuore, il carvedilolo può aiutare a vivere più a lungo rispetto al metoprololo succinato. Questo risultato è particolarmente evidente in alcuni gruppi di pazienti e con un uso prolungato del farmaco.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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