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Articolo per pazienti Pubblicato: 25/06/2018 Lettura: ~2 min

Indice di massa corporea e rischio di aritmie in pazienti con infarto e cuore indebolito: il paradosso dell'obesità

Fonte
Rahul Samanta - https://doi.org/10.1016/j.ijcard.2018.03.055.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Fabio Valente Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega come il peso corporeo, misurato con l'indice di massa corporea (BMI), possa influenzare il rischio di aritmie e la sopravvivenza in persone che hanno avuto un infarto e una funzione cardiaca ridotta. È importante capire questi dati per conoscere meglio i fattori che possono influenzare la salute del cuore dopo un evento importante come l'infarto.

Che cosa è stato studiato

Sono stati osservati 380 pazienti che avevano avuto un infarto con un tipo specifico chiamato STEMI e una funzione ridotta del ventricolo sinistro, cioè la parte del cuore che pompa il sangue al corpo. Questi pazienti hanno fatto un esame speciale chiamato studio elettrofisiologico, che serve a valutare il rischio di aritmie, cioè battiti cardiaci irregolari e potenzialmente pericolosi.

Come è stato valutato il rischio

Durante lo studio, i medici hanno cercato di provocare una tachicardia ventricolare (un tipo di aritmia) usando stimoli elettrici. Se questa aritmia si manifestava con certe caratteristiche, veniva considerata "inducibile" e quindi un segno di rischio più alto.

Classificazione dei pazienti secondo il peso

  • Normopeso: BMI tra 18,5 e 24,9
  • Sovrappeso: BMI tra 25 e 29,9
  • Obesi: BMI superiore a 30

Risultati principali

  • La tachicardia ventricolare inducibile si è verificata nel 42,7% dei pazienti normopeso, ma solo nel 21,5% dei sovrappeso e nel 21% degli obesi.
  • Questo significa che i pazienti con peso normale avevano un rischio più alto di questa aritmia rispetto a chi era sovrappeso o obeso.
  • Anche la mortalità totale è stata più alta nei normopeso (12,8%) rispetto a sovrappeso (3,2%) e obesi (3,8%).
  • La maggior parte dei decessi era dovuta a problemi cardiaci e seguiva lo stesso schema.
  • Questi risultati sono rimasti validi anche dopo aver considerato altri fattori come l'età, la pressione alta e la funzione cardiaca.

Il paradosso dell'obesità

Questi dati mostrano un fenomeno chiamato "paradosso dell'obesità", dove in alcune condizioni di malattia cardiaca il peso più elevato sembra associarsi a un rischio minore di aritmie e di morte rispetto al peso normale.

In conclusione

In pazienti con infarto e funzione cardiaca ridotta, chi ha un peso normale può avere un rischio più alto di aritmie pericolose e di mortalità rispetto a chi è sovrappeso o obeso. Questo fenomeno è noto come paradosso dell'obesità e indica che il rapporto tra peso e salute del cuore può essere complesso.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Fabio Valente

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