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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/07/2018 Lettura: ~3 min

Studio PRE-DETERMINE: nelle persone con malattia coronarica senza grave danno al cuore, le morti improvvise e aritmiche sono una parte importante delle cause di morte

Fonte
Neal A. Chatterjee - JAMA Cardiol. 2018. doi:10.1001/jamacardio.2018.1049.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio ha esaminato le cause di morte in persone con malattia coronarica che non hanno un grave problema di funzionamento del cuore. Ha mostrato che le morti improvvise legate a problemi del ritmo cardiaco rappresentano una parte significativa delle morti totali in questi pazienti. Queste informazioni aiutano a capire meglio chi potrebbe beneficiare di future strategie di prevenzione.

Che cosa è stato studiato

I ricercatori hanno voluto capire quanto siano frequenti le morti improvvise o causate da problemi del ritmo cardiaco (morti improvvise e/o aritmiche, SAD) in persone con malattia coronarica ma senza grave riduzione della capacità di pompare il cuore (chiamata disfunzione sistolica).

Lo studio ha coinvolto 5.761 partecipanti con malattia del cuore ischemica, cioè con problemi alle arterie che portano sangue al cuore, ma con una funzione cardiaca abbastanza buona (frazione di eiezione del ventricolo sinistro superiore al 35%). Questi pazienti non avevano indicazioni per ricevere un defibrillatore impiantabile (ICD) come prevenzione primaria.

Come è stato condotto lo studio

  • 135 ospedali negli Stati Uniti e in Canada hanno partecipato.
  • Si sono valutati fattori come l’età, la funzione del cuore (frazione di eiezione ventricolare sinistra, LVEF) e la gravità dei sintomi (classe NYHA).
  • Il risultato principale osservato è stato la combinazione di morti improvvise/aritmiche e arresti cardiaci ripresi dopo fibrillazione ventricolare (un tipo grave di aritmia).
  • L’età media dei partecipanti era di 64 anni.

Cosa è stato trovato

  • Durante quasi 4 anni di osservazione, il 2,1% dei pazienti ha avuto una morte improvvisa o aritmica, mentre il 7,7% è morto per altre cause.
  • Le morti improvvise e aritmiche erano la causa più comune di morte legata al cuore, rappresentando il 56% di tutti i decessi cardiaci.
  • Nonostante ciò, le morti per cause non cardiache erano comunque la principale causa di morte complessiva in questa popolazione.
  • Il rischio di morte improvvisa era più basso (1,0%) in chi aveva una funzione cardiaca molto buona (LVEF superiore al 60%) e più alto (circa 5%) in chi aveva una funzione cardiaca moderatamente ridotta (LVEF tra 30% e 40%) o sintomi più gravi (classe NYHA III/IV).
  • In persone con funzione cardiaca moderatamente ridotta (40%-49%), la morte improvvisa era più frequente, mentre in chi aveva sintomi di insufficienza cardiaca di media gravità (classe II) e un’età più avanzata, prevalevano le morti per altre cause.
  • La percentuale di morti dovute a cause improvvise variava molto: era più bassa (14%) tra chi aveva sintomi di classe NYHA II e più alta (49%) tra i pazienti più giovani, sotto i 60 anni.

In conclusione

In persone con malattia coronarica ma senza grave riduzione della funzione cardiaca, le morti improvvise o causate da aritmie rappresentano una parte importante delle morti legate al cuore. Il rischio varia in base all’età, alla funzione cardiaca e ai sintomi. Questi dati sono utili per identificare gruppi a rischio che potrebbero beneficiare di future strategie di prevenzione.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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