Che cosa sappiamo oggi sui grassi e il cuore
Studi recenti hanno messo in discussione alcune idee precedenti sul ruolo dei grassi nella dieta e il rischio di malattie cardiovascolari, cioè problemi al cuore e ai vasi sanguigni. In particolare, si è visto che la quantità totale di grassi nella dieta non è necessariamente legata a un aumento del rischio di infarto o di morte per qualsiasi causa. Anzi, in alcune ricerche, un consumo maggiore di grassi totali sembra addirittura ridurre questo rischio.
Tipi di grassi e loro effetti
- Grassi trans: sono quelli artificiali, presenti in prodotti come le vecchie margarine dure. Questi grassi aumentano il rischio di malattie del cuore e per questo sono stati limitati per legge in alcuni Paesi, con effetti positivi sulla salute della popolazione.
- Grassi saturi: tradizionalmente considerati dannosi perché aumentano il colesterolo "cattivo" (LDL). Tuttavia, studi recenti mostrano che il rischio associato a questi grassi è molto più basso di quanto si pensasse, soprattutto in Europa, dove i grassi saturi provengono principalmente da latticini come formaggi, che potrebbero avere un effetto protettivo. Negli Stati Uniti, dove i grassi saturi derivano più spesso dalla carne, il rischio è leggermente aumentato.
- Grassi monoinsaturi: il loro ruolo è meno chiaro. Per esempio, l'olio extravergine d'oliva è considerato benefico soprattutto per i suoi polifenoli (sostanze naturali con effetti positivi), più che per il grasso monoinsaturo in sé.
- Grassi polinsaturi: sia gli omega-3 (presenti nel pesce) sia gli omega-6 (presenti in oli vegetali come mais, girasole, soia, nella frutta secca e nelle verdure a foglia) sembrano proteggere il cuore. In particolare, gli omega-6 sono associati a una riduzione del rischio di infarto e di diabete di tipo 2.
Perché gli omega-6 sono importanti
Gli omega-6, come l'acido linoleico, sono grassi essenziali: il nostro corpo non può produrli da solo, quindi dobbiamo assumerli con il cibo. Livelli più alti di questi grassi nel sangue indicano un buon apporto attraverso l'alimentazione e sono collegati a un minor rischio di malattie cardiovascolari e diabete.
Questi grassi aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue, un effetto riconosciuto anche dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Alcuni timori passati riguardo a possibili effetti negativi degli omega-6, come l'infiammazione, non sono confermati dagli studi più recenti.
Considerazioni finali sugli apporti di grassi
- Non è necessario ridurre drasticamente i grassi totali nella dieta.
- Non è necessario limitare troppo i grassi saturi provenienti dai latticini.
- È importante assumere una quantità adeguata di omega-3 (dal pesce) e omega-6 (da oli vegetali, frutta secca e verdure).
Queste nuove evidenze potrebbero portare a modifiche nelle future linee guida alimentari, per aiutare le persone a fare scelte più corrette e salutari.
In conclusione
Le ricerche più recenti indicano che il legame tra grassi alimentari e malattie del cuore è più complesso di quanto si pensasse. Non tutti i grassi hanno lo stesso effetto: i grassi trans sono dannosi, i grassi saturi hanno un ruolo meno negativo di quanto si credeva, soprattutto se provengono dai latticini, e i grassi polinsaturi, come omega-3 e omega-6, sono importanti per proteggere il cuore e prevenire il diabete. Questi dati aiutano a orientare scelte alimentari più equilibrate e benefiche per la salute cardiovascolare.