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Articolo per pazienti Pubblicato: 30/10/2018 Lettura: ~2 min

Risultati a un anno dall'impianto di scaffolds bioriassorbibili nello STEMI

Fonte
Alfonso Lelasi - Cardiovasc Revasc Med. 2018 Oct 4. pii: S1553-8389(18)30442-1. doi: 10.1016/j.carrev.2018.10.003.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Rossella Vastarella Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo studio analizza i risultati a un anno dall'uso di dispositivi chiamati scaffolds bioriassorbibili in pazienti con infarto miocardico acuto con elevazione del tratto ST (STEMI). L'obiettivo è capire la sicurezza e l'efficacia di una procedura specifica per l'impianto di questi dispositivi.

Che cosa significa STEMI e scaffolds bioriassorbibili

STEMI è un tipo di infarto del cuore causato da un blocco improvviso di un'arteria coronarica. Per trattarlo, spesso si usa una procedura chiamata angioplastica primaria (PCI primario), che apre l'arteria bloccata.

Gli scaffolds bioriassorbibili sono piccoli dispositivi simili a stent, che si inseriscono nell'arteria per mantenerla aperta. A differenza degli stent tradizionali, questi scaffolds si dissolvono nel tempo, lasciando il vaso libero.

Lo studio e la sua procedura

Questo studio ha coinvolto 505 pazienti con STEMI trattati con scaffolds chiamati Absorb, seguendo un protocollo specifico per l'impianto:

  • Solo il 9,3% dei pazienti ha ricevuto l'impianto diretto del dispositivo.
  • La maggior parte (92,7%) ha avuto una post-dilatazione, cioè un'ulteriore espansione del dispositivo dopo l'impianto per assicurarne il corretto posizionamento.

Risultati a un anno

I risultati principali sono stati valutati con un indice chiamato DOCE, che include:

  • morte cardiaca,
  • infarto nella stessa area trattata,
  • necessità di un nuovo intervento nella stessa lesione.

Il tasso di DOCE a un anno è stato molto basso, pari all'1,2%. In dettaglio:

  • 0,4% di morte cardiaca,
  • 0,4% di nuovo infarto nella stessa zona,
  • 0,8% ha richiesto un nuovo intervento.

Inoltre, sono stati osservati due casi (0,4%) di trombosi dello scaffold, cioè la formazione di un coagulo nel dispositivo, che può essere pericolosa.

Quasi tutti i pazienti (99,2%) hanno continuato una terapia con due farmaci antiaggreganti, che aiutano a prevenire la formazione di coaguli, con la maggior parte che assumeva ticagrelor o prasugrel.

Importanza dello studio

Questi risultati indicano che seguire una procedura ben definita per l'impianto degli scaffolds bioriassorbibili in pazienti con STEMI può portare a risultati sicuri e con pochi eventi negativi a un anno.

Tuttavia, è importante continuare a monitorare i pazienti per un periodo più lungo per capire se questa strategia previene anche complicazioni molto tardive.

In conclusione

Lo studio mostra che un protocollo specifico per l'impianto di scaffolds bioriassorbibili in pazienti con infarto STEMI è associato a risultati positivi e a un basso rischio di complicazioni a un anno. Un controllo a lungo termine è comunque necessario per confermare questi benefici nel tempo.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Rossella Vastarella

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