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Articolo per pazienti Pubblicato: 06/11/2018 Lettura: ~2 min

L’uso di anticoagulanti aumenta il rischio di sanguinamento nelle placche delle arterie carotidi

Fonte
Blerim Mujaj - European Heart Journal, 2018, 39, 36, 3369 – 3376.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 919 Sezione: 7

Introduzione

Questo testo spiega in modo semplice i risultati di uno studio medico che ha esaminato come i farmaci anticoagulanti influenzano le placche nelle arterie del collo, chiamate carotidi. Questi farmaci sono importanti per prevenire l’ictus, ma possono avere effetti sulla struttura delle placche che meritano attenzione.

Che cosa sono le placche aterosclerotiche e l’emorragia intraplacca

Le placche aterosclerotiche sono accumuli di grassi e altre sostanze che si formano all’interno delle arterie, come quelle del collo chiamate carotidi. Queste placche possono restringere le arterie e aumentare il rischio di ictus. A volte, all’interno di queste placche si può verificare un sanguinamento, chiamato emorragia intraplacca (IPH), che può rendere la placca più instabile e pericolosa.

Lo studio e i suoi obiettivi

Un gruppo di ricercatori dell’Erasmus Medical Center di Rotterdam ha voluto capire se l’uso di farmaci che prevengono la formazione di coaguli nel sangue, come gli anticoagulanti orali e gli agenti antipiastrinici, influisce sulla presenza di sanguinamento all’interno delle placche carotidi.

Come è stato condotto lo studio

  • Hanno coinvolto 1.740 persone con placche nelle arterie carotidi, con un’età media di circa 73 anni.
  • Hanno usato la risonanza magnetica per osservare la composizione delle placche.
  • Hanno raccolto informazioni sull’uso di farmaci anticoagulanti (in particolare quelli che agiscono sulla vitamina K) e antipiastrinici (come l’aspirina), compresa la durata e il dosaggio.
  • Hanno analizzato i dati per vedere se c’era un legame tra questi farmaci e la presenza di sanguinamento nelle placche.

I risultati principali

  • L’uso attuale o passato di anticoagulanti orali e di agenti antipiastrinici è stato associato a una maggiore presenza di sanguinamento nelle placche.
  • Più a lungo si usano questi farmaci, maggiore è la probabilità di avere sanguinamento intraplacca.
  • Livelli più alti di effetto anticoagulante (misurati con un test chiamato INR superiore a 2,9) e dosaggi più elevati di antipiastrinici erano collegati a un aumento del sanguinamento.
  • Non è stata trovata alcuna relazione con altre caratteristiche delle placche, come la quantità di grasso o di calcio.

In conclusione

Lo studio suggerisce che l’uso di farmaci anticoagulanti e antipiastrinici può aumentare la frequenza di sanguinamenti all’interno delle placche nelle arterie carotidi. Questo è un aspetto importante da considerare nella gestione della prevenzione dell’ictus, anche se questi farmaci rimangono fondamentali per ridurre il rischio di coaguli pericolosi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Dott. Giuseppe Marazzi

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