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Articolo per pazienti Pubblicato: 27/11/2018 Lettura: ~3 min

Il cavaliere scomparso

Fonte
Simona Pierini, Responsabile U.O.S. UTIC, Ospedale Bassini, ASST Nord Milano. N Engl J Med 2013; 369:1406–1415

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Simona Pierini Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1117 Sezione: 34

Introduzione

Questo racconto riguarda un uomo di 81 anni con diverse condizioni di salute, che ha sviluppato un problema serio ai polmoni chiamato embolia polmonare. La sua storia ci aiuta a capire come si riconosce e si tratta questa patologia, e quanto sia importante un monitoraggio attento e una terapia adeguata.

Chi è il paziente

Si tratta di un uomo di 81 anni con un alto rischio di malattie del cuore e dei vasi sanguigni. In passato ha fumato, ha la pressione alta, il diabete, un livello elevato di grassi nel sangue e un peso superiore al normale. Fino a pochi anni fa faceva sport regolarmente, come ciclismo e sci.

La sua storia medica

  • Nel 1986 ha avuto un problema cardiaco acuto, ma senza danni importanti alle arterie del cuore.
  • Ha subito un intervento alla prostata per un ingrossamento benigno.
  • Nel 2015 è stata scoperta un'anemia dovuta a perdite di sangue nell'intestino, trattata con una procedura speciale.
  • Nel 2016 ha avuto problemi al ginocchio con due interventi chirurgici.
  • A fine 2016 ha avuto un piccolo episodio di disturbo neurologico (TIA) con pieno recupero.

I sintomi recenti e gli accertamenti

Dalla fine del 2016 ha iniziato a sentire difficoltà a respirare anche con sforzi lievi. Nel 2017, dopo un peggioramento, è stato visitato e sottoposto a vari esami che inizialmente non hanno mostrato problemi evidenti.

In luglio 2017 la difficoltà a respirare è aumentata, e in un'occasione ha quasi perso conoscenza. In pronto soccorso è risultato che aveva una saturazione di ossigeno bassa e un battito cardiaco accelerato. L'elettrocardiogramma mostrava alterazioni e gli esami del sangue indicavano un alto livello di D-dimero, un segno che può indicare la presenza di coaguli nel sangue.

La diagnosi di embolia polmonare

Un esame di tomografia computerizzata (angio-TC) ha confermato la presenza di coaguli nei vasi sanguigni dei polmoni, soprattutto nel lato destro, disposti in modo particolare chiamato "a cavaliere".

Nonostante non avesse segni di shock o pressione bassa, alcuni punteggi di rischio lo hanno classificato come paziente a rischio intermedio.

Il trattamento e il decorso

  • Il paziente è stato ricoverato in un reparto specializzato per un attento controllo.
  • Ha iniziato una terapia con un farmaco anticoagulante iniettato (enoxaparina) e ossigeno.
  • L'ecocardiogramma ha mostrato un ingrossamento e una ridotta funzione del ventricolo destro del cuore, con segni di pressione alta nei polmoni.
  • La ricerca della causa dei coaguli non ha evidenziato problemi nelle vene delle gambe o tumori.
  • Il paziente è rimasto stabile ma con difficoltà respiratorie durante gli sforzi.
  • Si è valutata la possibilità di un trattamento con ultrasuoni per sciogliere i coaguli, ma non è stato ritenuto necessario.
  • Dopo 5 giorni è stato iniziato un trattamento anticoagulante orale con farmaci più comodi da assumere.
  • Con il tempo è migliorato sia clinicamente che negli esami, con normalizzazione della saturazione di ossigeno e miglioramento della funzione cardiaca.
  • Al momento della dimissione il cuore mostrava ancora qualche alterazione, ma in seguito è tornato normale.
  • Una nuova angio-TC dopo alcuni mesi ha confermato la completa scomparsa dei coaguli.
  • Il paziente ha tollerato bene la terapia anticoagulante, che è ancora in corso.

Domande aperte

Resta da decidere quale farmaco anticoagulante orale sia il più adatto e per quanto tempo continuare la terapia, soprattutto perché l'embolia non è stata causata da un evento evidente. Le linee guida non danno indicazioni precise, quindi la scelta deve essere personalizzata in base al rischio di sanguinamento e alle condizioni del paziente.

In conclusione

Questo caso mostra l'importanza di riconoscere e trattare tempestivamente l'embolia polmonare, una condizione in cui si formano coaguli nei vasi dei polmoni. Un'attenta valutazione del rischio e un monitoraggio continuo permettono di scegliere la terapia più adatta e di seguire il paziente fino al completo recupero.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Simona Pierini

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