Che cos'è l'ipertensione arteriosa e come si classifica
L'ipertensione arteriosa si definisce quando la pressione del sangue nelle arterie è uguale o superiore a 140 mmHg per la pressione sistolica (il valore più alto) o 90 mmHg per la pressione diastolica (il valore più basso), misurata in ambulatorio dal medico. Questa definizione si basa su studi scientifici importanti.
La pressione può essere classificata in diversi livelli, da ottimale a ipertensione di grado 1, 2 o 3, a seconda dei valori misurati. È possibile valutare la pressione anche con misurazioni domiciliari o con il monitoraggio delle 24 ore, per avere un quadro più completo.
Ipertensione nella malattia renale cronica (MRC)
L'ipertensione è molto comune nelle persone con malattia renale cronica e tende a peggiorare con il progredire della malattia. Questa condizione ha caratteristiche particolari e richiede un'attenzione specifica per la diagnosi e il trattamento.
Un fattore molto importante nella MRC è la ritenzione di liquidi e sale, che aumenta la pressione sanguigna, soprattutto nelle fasi più avanzate della malattia.
I principali rischi per la progressione della malattia renale sono:
- Ipertensione arteriosa
- Albuminuria (presenza di proteine nelle urine)
Questi due fattori sono indipendenti e vanno trattati entrambi per migliorare la salute.
Il diabete aumenta ulteriormente il rischio sia nei pazienti con malattia renale che nella popolazione generale.
Le linee guida più recenti (KDIGO 2012) suggeriscono obiettivi diversi per la pressione a seconda della presenza di diabete e della quantità di proteine nelle urine:
- Per chi non ha proteine nelle urine, il target è meno di 140/90 mmHg.
- Per chi ha una lieve presenza di proteine (30-300 mg/24h), il target è meno di 130/80 mmHg.
- Per chi ha una quantità più alta di proteine (>300 mg/24h), si consiglia lo stesso target di 130/80 mmHg, anche se le prove scientifiche sono meno forti.
Lo studio SPRINT e le sue implicazioni
Nel 2015 è stato pubblicato lo studio SPRINT, che ha confrontato due obiettivi diversi di pressione arteriosa in pazienti con rischio cardiovascolare elevato, ma senza diabete. Questo studio ha mostrato che mantenere una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg riduce il rischio di eventi cardiaci e la mortalità rispetto a un obiettivo di 140 mmHg.
È importante sapere che la pressione nello studio SPRINT è stata misurata in modo molto preciso: in una stanza silenziosa, senza la presenza del medico, con uno strumento automatico. Questo metodo dà valori più bassi rispetto alla misurazione tradizionale in ambulatorio.
Lo studio ha incluso anche pazienti con malattia renale cronica e ha mostrato che il beneficio di una pressione più bassa si mantiene anche in questi casi, senza aumentare eventi avversi gravi.
Tuttavia, per quanto riguarda la funzione renale, non ci sono state differenze significative tra i due gruppi di trattamento.
Come misurare la pressione arteriosa nella malattia renale cronica
Le linee guida attuali suggeriscono che, per i pazienti con malattia renale cronica, il target della pressione dipende dal metodo di misurazione:
- Se la pressione è misurata in ambulatorio, il target è 130/80 mmHg.
- Se la pressione è misurata con il metodo dello studio SPRINT (misurazione automatica, in ambiente silenzioso e senza presenza del medico), il target è 120/80 mmHg.
La misurazione tradizionale in ambulatorio può non essere adeguata per valutare correttamente la pressione nei pazienti con malattia renale cronica.
Per questo motivo, è importante adottare metodi di misurazione più standardizzati e precisi, per prendere decisioni mediche più affidabili.
In conclusione
L'ipertensione arteriosa è un fattore di rischio molto importante per la salute dei reni e del cuore, soprattutto nelle persone con malattia renale cronica. Le nuove linee guida e gli studi recenti indicano che mantenere la pressione arteriosa sotto certi livelli può migliorare la salute e ridurre i rischi.
È fondamentale misurare la pressione in modo corretto e scegliere obiettivi di trattamento adeguati, tenendo conto delle caratteristiche individuali e del metodo di misurazione utilizzato.