Che cosa è stato studiato
Lo studio ha coinvolto 706 pazienti con infarto miocardico acuto e shock cardiogeno, una condizione grave in cui il cuore non riesce a pompare abbastanza sangue. Tutti avevano anche problemi a più vasi sanguigni del cuore (malattia coronarica multivasale).
I pazienti sono stati divisi in due gruppi in modo casuale:
- Un gruppo ha ricevuto un intervento chiamato PCI della lesione colpevole, cioè solo il vaso sanguigno direttamente responsabile dell'infarto è stato trattato.
- L'altro gruppo ha ricevuto una PCI multivasale, cioè sono stati trattati più vasi sanguigni durante lo stesso intervento.
Risultati a breve termine (30 giorni)
Dopo 30 giorni, il rischio di morte o di insufficienza renale grave che richiede dialisi era più basso nel gruppo trattato solo sulla lesione colpevole (45,9%) rispetto al gruppo trattato su più vasi (55,4%).
Risultati a lungo termine (1 anno)
- La mortalità era del 50,0% nel gruppo con trattamento della sola lesione colpevole e del 56,9% nel gruppo con trattamento multivasale. Questa differenza non era però statisticamente significativa.
- Il rischio di un nuovo infarto era simile nei due gruppi (1,7% vs 2,1%).
- Il rischio combinato di morte o nuovo infarto era leggermente più basso nel gruppo con trattamento della sola lesione colpevole (50,9% vs 58,4%).
- La necessità di un nuovo intervento per riaprire i vasi sanguigni era più alta nel gruppo con trattamento della sola lesione colpevole (32,3% contro 9,4%).
- Le ospedalizzazioni per insufficienza cardiaca erano più frequenti nel gruppo con trattamento della sola lesione colpevole (5,2% contro 1,2%).
Cosa significa tutto questo
Il trattamento mirato solo alla lesione che ha causato l'infarto sembra ridurre il rischio di morte o danni renali gravi nel primo mese. A un anno, la differenza nella mortalità non è così evidente, ma ci sono più ricoveri e interventi successivi in questo gruppo rispetto a chi ha ricevuto un trattamento più esteso.
In conclusione
Nei pazienti con infarto grave e shock cardiogeno, trattare solo il vaso sanguigno responsabile dell'infarto può ridurre alcuni rischi a breve termine. Tuttavia, a un anno, la mortalità è simile tra i due trattamenti, anche se chi riceve questo trattamento mirato potrebbe aver bisogno di più interventi successivi o ricoveri per problemi al cuore.