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Articolo per pazienti Pubblicato: 23/01/2019 Lettura: ~4 min

La Sig.ra Giovanna

Fonte
Luca Di Lullo, Antonio Bellasi; UOC Nefrologia e Dialisi, Ospedale “Parodi – Delfino”, Colleferro; Department of Research, Innovation and Brand Reputation, Ospedale di Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Luca Di Lullo Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1208 Sezione: 60

Introduzione

Giovanna è una donna di 71 anni con diverse condizioni di salute che richiedono attenzione. Recentemente ha avuto un peggioramento dei sintomi dopo aver preso un farmaco per il dolore articolare. In questo testo spieghiamo la situazione clinica, gli esami necessari e come gestire il problema in modo chiaro e semplice.

Chi è Giovanna e qual è la sua storia medica?

Giovanna ha 71 anni, è vedova e vive da sola in città. Ha diverse malattie croniche:

  • Artrosi alle mani e ai piedi, che le causa dolore e difficoltà nei movimenti;
  • Ipertensione arteriosa (pressione alta) da quando aveva 27 anni;
  • Diabete mellito di tipo 2;
  • Malattia renale cronica (danno ai reni) in uno stadio intermedio (stadio III secondo le linee guida KDoqi);
  • Scompenso cardiaco, cioè il cuore fatica a pompare il sangue, con due ricoveri negli ultimi 3 anni.

Prende diversi farmaci per queste condizioni, tra cui sacubitril/valsartan, furosemide, metformina e carvedilolo.

Cosa è successo recentemente?

Per 10 giorni ha preso un farmaco antinfiammatorio (dicloreum) per il dolore articolare, con un beneficio parziale. Tuttavia, negli ultimi 5 giorni ha notato un aumento della stanchezza e debolezza soprattutto alle gambe, e ha perso l'appetito. Si è quindi rivolta al medico, che ha misurato la pressione alta (145/100 mmHg) ma non ha trovato gonfiori alle gambe. Ha deciso di fare degli esami del sangue.

Qual è la diagnosi più probabile?

La causa più probabile è un peggioramento della funzione renale con un aumento del potassio nel sangue (iperkaliemia), dovuto sia alla malattia renale già presente, sia all'uso recente di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) che possono danneggiare i reni.

Quali esami sono necessari?

È importante fare un esame del sangue di base che includa:

  • La glicemia (zucchero nel sangue);
  • Gli elettroliti, in particolare il potassio e il sodio;
  • La funzione renale (come la creatinina e la velocità di filtrazione glomerulare).

Altri esami come l'elettrocardiogramma o la radiografia del torace possono essere utili in altri casi, ma non sono prioritari qui.

Come si riconosce l'iperkaliemia e quali sono i suoi effetti?

Il potassio è un minerale importante per il funzionamento del cuore e dei muscoli. Quando è troppo alto nel sangue, può causare problemi seri, soprattutto al cuore. I segni possono essere:

  • Debolezza e stanchezza;
  • Modifiche nell'elettrocardiogramma (ECG), che mostrano alterazioni del ritmo cardiaco e della conduzione elettrica.

Gli effetti dell'iperkaliemia sull'ECG variano a seconda del livello di potassio:

  • Potassio > 5,5 mEq/L: onde T appuntite (primo segno);
  • Potassio > 6,5 mEq/L: riduzione dell'attività atriale con onde P allargate e appiattite, aumento del tratto PR, possibile scomparsa delle onde P;
  • Potassio > 7,0 mEq/L: anomalie della conduzione con QRS largo, blocchi e bradicardia (battito lento);
  • Potassio > 9,0 mEq/L: rischio di arresto cardiaco.

Risultati degli esami di Giovanna

  • Creatinina elevata (3,0 mg/dL) che indica peggioramento della funzione renale;
  • Glicemia bassa (68 mg/dL);
  • Sodio leggermente basso (134 mEq/L);
  • Potassio alto (6,1 mEq/L), confermando l'iperkaliemia;
  • Emoglobina bassa (8 g/dL), piastrine e globuli bianchi nella norma.

Come si può gestire l'iperkaliemia in questo caso?

È importante:

  • Monitorare regolarmente il livello di potassio nel sangue;
  • Modificare la terapia farmacologica per evitare farmaci che aumentano il potassio, come il sacubitril/valsartan (ridurre o sospendere temporaneamente) e sospendere la metformina se la funzione renale è molto compromessa;
  • Seguire una dieta a basso contenuto di potassio, evitando alimenti ricchi di questo minerale;
  • Per il dolore articolare, evitare i FANS e preferire farmaci alternativi come il tramadolo a rilascio prolungato;
  • Ricevere una consulenza nutrizionale per adattare la dieta alle sue condizioni e alle terapie in corso.

Cause comuni dell'iperkaliemia

  • Assunzione eccessiva di potassio, soprattutto se i reni non funzionano bene;
  • Diminuita eliminazione del potassio a causa di insufficienza renale o farmaci che interferiscono con questa funzione (come diuretici risparmiatori di potassio, ACE-inibitori, FANS);
  • Spostamento del potassio dalle cellule al sangue per cause come deficit di insulina, acidosi, danno tissutale o alcuni farmaci.

Segni e sintomi dell'iperkaliemia

  • Spesso i sintomi sono assenti se il potassio è solo leggermente aumentato;
  • Quando presenti, i sintomi più comuni sono debolezza e stanchezza;
  • Alterazioni nel ritmo cardiaco possono comparire con livelli più alti di potassio e sono pericolose.

Trattamento farmacologico dell'iperkaliemia

Per abbassare il potassio si possono usare:

  • Furosemide e resine a scambio ionico, che aiutano a eliminare il potassio dal corpo;
  • Altri farmaci come il calcio gluconato, l'insulina o il bicarbonato possono essere usati in situazioni specifiche, soprattutto se ci sono alterazioni cardiache o acidosi, ma non sono la prima scelta in questo caso.

In conclusione

Giovanna è una donna anziana con diverse malattie croniche che richiedono un'attenta gestione. L'uso recente di farmaci antinfiammatori ha peggiorato la funzione renale e causato un aumento pericoloso del potassio nel sangue. È fondamentale monitorare i livelli di potassio, adattare la terapia farmacologica e seguire una dieta adeguata per prevenire complicazioni. La consulenza nutrizionale e la scelta attenta dei farmaci aiutano a migliorare la sua salute e a ridurre i rischi.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Luca Di Lullo

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