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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~3 min

Gestione dei lipidi e rischio cardiovascolare

Fonte
32° Congresso Nazionale della Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA), Bologna, novembre 2018, Enzo Manzato, Presidente SISA, Dipartimento di Medicina Università di Padova

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

Il controllo dei lipidi nel sangue è fondamentale per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Recenti studi e congressi medici hanno approfondito come migliorare la gestione di questi grassi nel corpo, offrendo nuove opportunità per proteggere la salute del cuore.

Che cosa sono i lipidi e perché sono importanti

I lipidi sono sostanze grasse presenti nel sangue, tra cui il colesterolo e i trigliceridi. La loro gestione è importante perché livelli alterati possono aumentare il rischio di malattie del cuore e dei vasi sanguigni, chiamate malattie cardiovascolari.

Trigliceridi e rischio cardiovascolare

I trigliceridi sono un tipo di grasso nel sangue. Quando sono troppo alti, possono aumentare il rischio di problemi al cuore. Alcuni studi hanno mostrato che variazioni genetiche che aumentano i trigliceridi aumentano anche questo rischio, mentre altre che li riducono lo abbassano.

In particolare, l'ipertrigliceridemia (cioè trigliceridi alti) insieme a bassi livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto "colesterolo buono") può causare un rischio residuo per il cuore, anche se si seguono altre terapie.

I trigliceridi misurati a digiuno sono utili per prevedere il rischio di nuovi eventi cardiovascolari in pazienti che hanno già avuto problemi al cuore e sono in trattamento con statine.

Come ridurre i trigliceridi

Per abbassare i trigliceridi si possono adottare diversi metodi, tra cui:

  • Modifiche nella dieta, come ridurre l'assunzione di alcol.
  • Aggiungere acidi grassi polinsaturi omega-3, presenti in alcuni pesci e integratori.

Lo studio REDUCE-IT ha dimostrato che assumere 4 grammi al giorno di un particolare tipo di omega-3 (eicosapentaenoico) riduce del 25% eventi come infarto, ictus e morte cardiovascolare in pazienti a rischio già trattati con statine.

Altri studi, però, hanno mostrato risultati neutri con dosi più basse di omega-3, suggerendo che il beneficio dipende dal tipo di paziente e dalla dose usata.

Il ruolo del colesterolo HDL

Il colesterolo HDL è spesso definito "colesterolo buono" perché livelli bassi sono associati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia, aumentare il colesterolo HDL non sempre porta a una migliore salute del cuore, secondo alcuni studi recenti.

Nutraceutici e altri trattamenti per il colesterolo

I nutraceutici sono sostanze naturali usate per aiutare a ridurre i lipidi. Il più comune è il riso rosso fermentato, che contiene una sostanza simile a una statina, chiamata monacolina K, e può ridurre il colesterolo LDL (quello "cattivo") del 15-25%.

Questi prodotti possono essere utili in situazioni di prevenzione precoce o in persone che non tollerano le statine.

Combinare farmaci per migliorare i risultati

Spesso, per raggiungere i livelli desiderati di colesterolo LDL, si associa la statina con un altro farmaco chiamato ezetimibe. Questo aiuta a ridurre il colesterolo agendo su due vie diverse: la produzione nel fegato e l'assorbimento intestinale.

L'aggiunta di ezetimibe può ridurre il colesterolo LDL di un ulteriore 20%, mentre aumentare la dose di statina da sola ha un effetto minore.

Le nuove terapie: anticorpi anti-PCSK9

Recentemente sono stati sviluppati farmaci chiamati anticorpi monoclonali anti-PCSK9, che aiutano a ridurre molto il colesterolo LDL. Questi farmaci agiscono su una proteina chiamata PCSK9, che regola la quantità di recettori per il colesterolo nel fegato.

Studi genetici hanno mostrato che persone con variazioni che riducono l'attività di PCSK9 hanno livelli più bassi di colesterolo e meno malattie cardiovascolari.

Lo studio ODYSSEY ha dimostrato che aggiungere alirocumab, un anticorpo anti-PCSK9, dopo un evento cardiaco riduce del 15% il rischio di nuovi eventi gravi come infarto o ictus.

Questi farmaci sono indicati in pazienti selezionati, soprattutto quando le statine e l'ezetimibe non sono sufficienti o tollerati.

In conclusione

La gestione dei lipidi è fondamentale per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Oltre alle statine, esistono diverse strategie per migliorare il profilo lipidico, tra cui modifiche della dieta, integratori di omega-3, nutraceutici e nuovi farmaci come gli anticorpi anti-PCSK9. La scelta del trattamento più adatto dipende dalle caratteristiche individuali e dal livello di rischio cardiovascolare.

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