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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~4 min

Cardiopatia ischemica e diabete: nuove scoperte e collaborazione tra specialisti

Fonte
Irene Di Matteo, U.O.C. Cardiologia 1 – Emodinamica, Dipart. Cardio-toraco-vascolare De Gasperis, ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano; Emanuele Spreafico, S.S.D. Endocrinologia e Diabetologia, ASST di Monza, Presidio di Desio e Poliambulatorio di Muggiò

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

Il diabete e le malattie del cuore sono spesso legati tra loro. Un incontro tra medici cardiologi e diabetologi ha approfondito come affrontare insieme queste condizioni, migliorando la cura e la prevenzione per chi convive con entrambe.

Un dialogo importante tra cardiologi e diabetologi

Il 20 novembre 2018 a Milano si è tenuto un convegno dedicato a cardiopatia ischemica (problemi al cuore causati da ridotto flusso di sangue) e diabete. L'evento ha riunito specialisti per condividere conoscenze e strategie di cura, con particolare attenzione ai pazienti con più malattie croniche contemporaneamente.

Prevenzione e trattamento della cardiopatia ischemica

Durante il convegno, è stata sottolineata l'importanza della prevenzione secondaria, cioè delle azioni per evitare che chi ha già problemi al cuore peggiori. Queste azioni includono:

  • Smettere di fumare
  • Seguire una dieta sana
  • Fare regolare attività fisica, perché una bassa capacità di esercizio è un segnale di peggioramento

Tuttavia, i dati mostrano che questi consigli non vengono sempre dati in modo sistematico ai pazienti. Anche le medicine non sono sempre ottimizzate, soprattutto per quanto riguarda il controllo del colesterolo LDL, la cosiddetta "colesterolo cattivo" che causa l'aterosclerosi (indurimento e restringimento delle arterie).

Oggi si sa che più basso è il colesterolo LDL, meglio è per il cuore. Spesso però i valori rimangono troppo alti, anche a causa di terapie insufficienti. In questi casi, possono essere usati farmaci innovativi chiamati anticorpi monoclonali inibitori della PCSK9, che riducono molto il colesterolo LDL e aiutano a prevenire eventi cardiaci gravi.

Un altro punto importante è la terapia antiaggregante, che aiuta a prevenire la formazione di coaguli nel sangue. Questa terapia deve essere personalizzata, perché aumenta anche il rischio di sanguinamento. Per decidere la durata e il tipo di trattamento si usano strumenti di valutazione specifici, come il PRECISE-DAPT e il DAPT score.

Inoltre, uno studio chiamato PEGASUS TIMI 54 ha dimostrato che un farmaco chiamato ticagrelor a dosaggio ridotto può essere usato in sicurezza anche oltre 12 mesi dopo un infarto.

Nuove terapie per il diabete con benefici per cuore e reni

La seconda parte del convegno ha riguardato il diabete, con particolare attenzione ai farmaci più recenti che non solo abbassano lo zucchero nel sangue, ma proteggono anche cuore e reni.

Studi passati avevano mostrato che un controllo molto stretto dello zucchero può ridurre le complicazioni cardiovascolari, ma altri studi successivi non hanno sempre confermato questo beneficio e in alcuni casi hanno evidenziato rischi.

Oggi la sfida è trovare farmaci e strategie che cambino davvero il decorso della malattia. Tra questi, due gruppi di farmaci innovativi sono molto promettenti:

  • Inibitori del co-trasportatore sodio-glucosio tipo 2 (SGLT2i)
  • Analoghi del recettore GLP-1 (GLP1RA)

Questi farmaci hanno dimostrato di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari e di proteggere i reni, che sono spesso danneggiati dal diabete. Ad esempio, gli studi LEADER e Empa-Reg Outcome hanno evidenziato come i farmaci liraglutide ed empagliflozin riducano la mortalità per problemi cardiaci.

Gli SGLT2i aiutano anche a rallentare il peggioramento della funzione renale e a ridurre la perdita di proteine nelle urine, un segno di danno ai reni. Questi benefici sono importanti perché il danno renale aumenta il rischio di malattie cardiache.

Applicazioni anche nel diabete di tipo 1

Si sta studiando l'uso di questi farmaci anche nel diabete di tipo 1, che richiede insulina. Studi chiamati DEPICT, EASE e InTandem hanno mostrato che, aggiunti all'insulina, i farmaci dapagliflozin, empagliflozin e sotagliflozin (quest'ultimo non ancora disponibile in Italia) migliorano il controllo dello zucchero senza aumentare il rischio di ipoglicemie (bassi livelli di zucchero nel sangue).

Questi farmaci possono però aumentare leggermente il rischio di infezioni genitali e di una complicanza chiamata chetoacidosi diabetica, che è un accumulo pericoloso di sostanze acide nel corpo. Nel complesso, però, sono risultati sicuri e ben tollerati.

Importanza della prevenzione e della cura integrata

Questi progressi nella ricerca offrono nuove possibilità per trattare meglio malattie comuni e spesso collegate come il diabete e le malattie cardiovascolari. Tuttavia, è fondamentale continuare a controllare i fattori di rischio, come il fumo, la dieta e l'attività fisica, per prevenire e migliorare la salute dei pazienti.

Come disse il famoso cardiochirurgo Christian Barnard: "Ho salvato la vita di 150 persone con il trapianto di cuore. Se mi fossi occupato di medicina preventiva, avrei salvato 150 milioni di vite".

In conclusione

Il convegno ha evidenziato l'importanza della collaborazione tra cardiologi e diabetologi per migliorare la cura di pazienti con problemi al cuore e diabete. Nuovi farmaci e strategie personalizzate permettono di proteggere meglio cuore e reni, ma la prevenzione rimane la base fondamentale per una vita più sana.

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