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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~4 min

Iperfosforemia: un rischio nascosto per il cuore nei pazienti con malattia renale cronica

Fonte
Antonio Bellasi, Claudio Ronco, Luca Di Lullo – ASST Papa Giovanni XXIII Bergamo, International Renal Research Institute Vicenza, Ospedale L. Parodi-Delfino Colleferro (RM)

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
Contenuti derivati da testi redatti da Medici specialisti in ambito cardiovascolare, adattati usando un linguaggio semplice per aiutarti a capire meglio la tua salute
Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

La malattia renale cronica può aumentare il rischio di problemi al cuore e ai vasi sanguigni. Tra i fattori che contribuiscono a questo rischio c'è un aumento dei livelli di fosforo nel sangue, una condizione chiamata iperfosforemia. È importante capire come questo fenomeno influisce sulla salute e quali sono le possibili strategie per gestirlo.

Che cosa significa iperfosforemia nella malattia renale cronica

Nei pazienti con malattia renale cronica (CKD), il cuore e i vasi sanguigni sono spesso colpiti da problemi che possono portare a malattie gravi e a un aumento della mortalità. Oltre ai fattori di rischio comuni come pressione alta, colesterolo alto, obesità e fumo, ci sono altri problemi legati specificamente alla malattia renale, come l'anemia, l'infiammazione e alterazioni del metabolismo del calcio e del fosforo.

Una condizione importante è l'iperparatiroidismo secondario, che si verifica quando i reni non funzionano bene e si accumula fosforo nel sangue, mentre il calcio diminuisce. Questo squilibrio stimola le ghiandole paratiroidi a produrre più ormone paratiroideo (PTH) per cercare di mantenere l'equilibrio tra calcio e fosforo. Tuttavia, questo può causare il rilascio di calcio dalle ossa, che insieme al fosforo può depositarsi nelle arterie e nel cuore, formando calcificazioni che danneggiano il sistema cardiovascolare.

Il ruolo del fosforo come "killer silenzioso"

Negli ultimi anni, la ricerca ha mostrato che il fosforo non è solo una sostanza da eliminare nei pazienti con insufficienza renale, ma può agire come un "killer silenzioso" per il cuore. Livelli elevati di fosforo nel sangue sono associati a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari e di peggioramento della malattia renale.

Tuttavia, ci sono ancora molte domande aperte, come il momento migliore per misurare il fosforo, quali sono i valori normali, e come il fosforo interagisce con altri elementi e ormoni nel corpo.

Come varia il fosforo nel corpo e quali sono i fattori influenti

  • Il livello di fosforo nel sangue cambia durante la giornata, influenzato soprattutto dall'alimentazione.
  • Questi cambiamenti non sono direttamente legati ai livelli di alcuni ormoni come il PTH o il FGF-23, che aumentano nella malattia renale.
  • La quantità di fosforo eliminata con l'urina non riflette sempre i livelli nel sangue.
  • Gli uomini con alti livelli di fosforo hanno un rischio maggiore di malattie cardiache e mortalità rispetto alle donne, probabilmente perché gli ormoni femminili offrono una certa protezione.
  • Nei pazienti diabetici, il fosforo può influenzare più negativamente la progressione della malattia renale rispetto ai non diabetici.
  • Nei pazienti anziani con malattie cardiache, la capacità di eliminare il fosforo è ridotta, rendendo la dieta un fattore importante per il rischio cardiovascolare.

Relazione tra fosforo, pressione alta e proteine nelle urine

Elevati livelli di fosforo nel sangue sono stati collegati a un aumento della pressione arteriosa e alla presenza di proteine nelle urine, entrambi fattori che possono accelerare il peggioramento della malattia renale.

Inoltre, alti livelli di fosforo possono ridurre l'efficacia di diete con basso contenuto proteico, spesso consigliate nei pazienti con malattia renale avanzata.

Come intervenire per controllare il fosforo

  • Una dieta con ridotto contenuto di fosforo è importante, specialmente negli stadi più avanzati della malattia renale, passando da un'assunzione di 500-700 mg al giorno a circa 300-400 mg.
  • Esistono farmaci chiamati chelanti del fosforo che si legano al fosforo nell'intestino, aiutando a eliminarlo e riducendo così i livelli nel sangue.
  • Il momento migliore per iniziare questi farmaci non è ancora chiaro, con studi che mostrano risultati contrastanti, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia.
  • Nei casi più avanzati, i chelanti del fosforo possono rallentare la progressione della malattia renale e ridurre il rischio di calcificazioni nel cuore e nei vasi sanguigni.
  • Ci sono due principali tipi di chelanti: quelli a base di calcio (che sono generalmente sconsigliati) e quelli senza calcio, come Sevelamer e Lantanio, oltre all'idrossido di alluminio usato per riduzioni rapide.

In conclusione

Per chi ha una malattia renale cronica, controllare i livelli di fosforo nel sangue è molto importante per proteggere il cuore e rallentare il peggioramento della malattia. Una gestione attenta, che include dieta e farmaci specifici, può aiutare a migliorare la salute generale e ridurre i rischi associati a questa condizione.

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