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Articolo per pazienti Pubblicato: 28/02/2019 Lettura: ~3 min

STOP STROKE

Fonte
XLIX Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), Roma, ottobre 2018

Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1209 Sezione: 2

Introduzione

Il congresso della Società Italiana di Neurologia ha dedicato molta attenzione alla prevenzione e al trattamento dell'ictus, una condizione che colpisce il cervello e può avere conseguenze gravi. In questo evento sono stati presentati studi importanti che aiutano a capire meglio come riconoscere, prevenire e curare l'ictus, soprattutto nelle persone anziane.

Che cos'è stato discusso al congresso

Durante il XLIX Congresso della Società Italiana di Neurologia, svoltosi a Roma, sono stati approfonditi vari aspetti delle malattie che colpiscono i vasi sanguigni del cervello, tra cui l'ictus.

Fibrillazione atriale e rischio di ictus

Uno studio importante ha mostrato che circa 1 anziano su 12 soffre di fibrillazione atriale, un disturbo del ritmo cardiaco che aumenta di 5 volte il rischio di ictus. In Italia, circa 1,1 milioni di persone anziane hanno questa condizione, ma quasi un terzo di loro non riceve ancora i farmaci anticoagulanti che possono ridurre del 70% il rischio di complicazioni.

La probabilità di avere fibrillazione atriale aumenta con l'età, passando dal 3% tra i 65 e i 69 anni fino al 16,1% negli over 85.

Altri temi trattati

  • Il ruolo della sostanza bianca nel cervello durante l'ictus ischemico acuto, cioè quando un vaso sanguigno si ostruisce.
  • Lo studio degli spazi perivascolari, piccole aree intorno ai vasi, nella malattia di Fabry, una condizione genetica.
  • La fibrillazione atriale di nuova diagnosi e il suo legame con l'ictus.
  • Analisi di studi che valutano il danno cerebrale dopo il trattamento dell'ictus.
  • Strategie per classificare il rischio e la mortalità in pazienti con ictus embolico di origine incerta (ESUS).
  • Importanza delle immagini mediche per valutare la gravità dell'ictus.
  • Fattori che possono prevedere complicazioni come la trasformazione emorragica, cioè il sanguinamento dopo un ictus ischemico.
  • Incidenza e prognosi degli attacchi ischemici transitori (TIA), eventi simili all'ictus ma temporanei.
  • Esperienze di trattamento dell'ictus acuto in diversi ospedali italiani.
  • Riduzione dell'incidenza e della mortalità dell'ictus negli ultimi vent'anni.
  • L'intervento chirurgico chiamato emicraniectomia decompressiva per casi gravi di ictus.
  • Analisi di trattamenti endovascolari, cioè procedure che rimuovono l'ostruzione nei vasi cerebrali, anche oltre le 6 ore dall'inizio dei sintomi.

Nuove prospettive e tecnologie

Sono stati discussi studi recenti che ampliano il tempo in cui è possibile intervenire efficacemente sull'ictus, fino a 16 o 24 ore dopo l'inizio dei sintomi, grazie a tecniche avanzate di imaging che mostrano quali parti del cervello possono ancora essere salvate.

Si è parlato anche della necessità di riorganizzare la rete di assistenza all'ictus in Italia, creando gruppi di centri specializzati e integrando competenze e tecnologie per offrire cure sempre più efficaci.

Workshop sulla trombectomia meccanica

Un incontro specifico ha approfondito la trombectomia meccanica, una procedura che rimuove il coagulo che blocca il sangue nel cervello. Sono stati esaminati i dati reali raccolti in Italia, l'importanza delle immagini mediche per scegliere i pazienti giusti e il ruolo dei circoli collaterali, cioè vie alternative di circolazione del sangue nel cervello, come possibile obiettivo del trattamento.

In conclusione

Il congresso ha evidenziato l'importanza di riconoscere e trattare tempestivamente l'ictus, soprattutto nei pazienti anziani con fibrillazione atriale. Le nuove tecnologie e studi ampliano le possibilità di cura, ma è fondamentale organizzare al meglio la rete sanitaria per garantire a tutti un accesso rapido ed efficace alle terapie più avanzate.

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