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Articolo per pazienti Pubblicato: 05/04/2019 Lettura: ~2 min

Gestione del paziente anziano fragile con fibrillazione atriale permanente

Fonte
Caso clinico e dati dallo studio ENGAGE AF-TIMI 48, presentati dal cardiologo Antonella Gabriele, Ospedale Sant’Anna, Como.

Autore articolo originale:👨‍⚕️ Antonella Gabriele Aggiornato il 03/02/2026

Informazioni rapide
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Categoria: 1191 Sezione: 53

Introduzione

Questo testo descrive come si può gestire in modo sicuro e efficace un paziente anziano e fragile con fibrillazione atriale permanente, una condizione del cuore che può aumentare il rischio di ictus. Viene presentato un caso clinico reale per spiegare come scegliere e adattare la terapia farmacologica, con particolare attenzione ai farmaci anticoagulanti orali.

Che cosa significa fibrillazione atriale permanente e paziente fragile

La fibrillazione atriale permanente è un disturbo del ritmo cardiaco che può aumentare il rischio di formazione di coaguli e quindi di ictus. Il termine paziente fragile si riferisce a persone anziane con più problemi di salute che richiedono una particolare attenzione nella scelta delle cure.

Il caso clinico

Parliamo di un uomo di 86 anni con diversi fattori di rischio per problemi cardiaci:

  • ipertensione arteriosa (pressione alta) trattata da 25 anni;
  • dislipidemia (alterazioni dei grassi nel sangue) con difficoltà a tollerare alcune medicine;
  • leggero sovrappeso;
  • una storia di fibrillazione atriale permanente da 9 anni, curata con farmaci anticoagulanti (Warfarin) e betabloccanti.

Nel 2018 il paziente ha avuto un ictus ischemico, cioè una riduzione del flusso di sangue al cervello, che ha causato debolezza a un lato del corpo. Dopo il ricovero, è stato trattato con un farmaco anticoagulante iniettato (enoxaparina) e ha iniziato una terapia per l'anemia.

Valutazione e scelta della terapia anticoagulante

Alla visita di controllo, il paziente aveva una buona funzione renale e altri esami nella norma. Con un punteggio di rischio elevato per ictus (CHADS-VASc 5) e un rischio moderato di sanguinamento (HAS-BLED 3), si è deciso di passare da Warfarin a Edoxaban, un anticoagulante orale più semplice da assumere.

Perché Edoxaban?

  • Si prende una volta al giorno, facilitando l'assunzione regolare del farmaco, importante negli anziani.
  • È stato studiato in pazienti anziani e fragili, dimostrando efficacia simile a Warfarin nel prevenire ictus.
  • Ha mostrato un rischio più basso di sanguinamenti importanti rispetto a Warfarin.

La dose scelta è stata di 60 mg al giorno, adatta alle caratteristiche del paziente.

Importanza degli studi clinici

Lo studio ENGAGE AF-TIMI 48 è stato il più grande studio che ha incluso molti pazienti anziani e fragili, anche sopra gli 85 anni. Questo studio ha fornito dati importanti che hanno guidato la scelta di Edoxaban in questo caso.

In conclusione

La gestione del paziente anziano fragile con fibrillazione atriale permanente richiede attenzione nella scelta della terapia anticoagulante. Edoxaban, grazie alla sua efficacia e sicurezza dimostrate negli studi, rappresenta una valida opzione per migliorare la qualità di vita e ridurre il rischio di ictus in questi pazienti.

Autore articolo originale: 👨‍⚕️ Antonella Gabriele

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