Che cos'è l'ATP citrato liasi?
L'ATP citrato liasi è un enzima, cioè una proteina che aiuta a far avvenire una reazione chimica nel corpo. In particolare, questo enzima è coinvolto nella produzione del colesterolo, una sostanza presente nel sangue. L'ATP citrato liasi agisce prima di un altro enzima chiamato HMGCR, che è il bersaglio delle statine, farmaci molto usati per abbassare il colesterolo LDL, detto anche "colesterolo cattivo".
Perché studiare l'inibizione dell'ATP citrato liasi?
Gli scienziati volevano capire se ridurre l'attività dell'ATP citrato liasi avesse lo stesso effetto positivo sul colesterolo LDL e sul rischio di malattie del cuore, come accade con le statine che agiscono sull'HMGCR. Inoltre, volevano verificare se questa riduzione potesse causare effetti negativi, come un aumento del rischio di cancro.
Come è stato fatto lo studio?
È stato condotto uno studio su oltre 650.000 persone, di cui più di 100.000 avevano già avuto problemi cardiovascolari. Gli studiosi hanno analizzato alcune variazioni genetiche che influenzano l'attività dell'ATP citrato liasi (gene ACLY) e dell'HMGCR. Queste variazioni sono state usate come "modelli naturali" per vedere cosa succede quando questi enzimi sono meno attivi, come se fossero bloccati da farmaci.
Cosa hanno trovato?
- Le variazioni genetiche che riducono l'attività dell'ATP citrato liasi e dell'HMGCR portano a una simile diminuzione del colesterolo LDL nel sangue.
- Queste riduzioni sono associate a un minore rischio di eventi cardiovascolari, come infarti o ictus, con un effetto molto simile tra i due enzimi.
- Non è stato osservato un aumento del rischio di cancro legato alla riduzione permanente di questi enzimi.
Che cosa significa tutto questo?
Questi risultati suggeriscono che bloccare l'ATP citrato liasi potrebbe essere un modo sicuro ed efficace per abbassare il colesterolo LDL e ridurre il rischio di malattie del cuore, simile a quanto già noto per le statine.
In conclusione
L'inibizione genetica dell'ATP citrato liasi riduce il colesterolo LDL e il rischio di malattie cardiovascolari in modo simile all'inibizione dell'HMGCR, senza aumentare il rischio di cancro. Questo apre la strada a possibili nuovi trattamenti per proteggere il cuore.